ROMA – “L'aggressività commerciale non porta frutti positivi al settore del gioco ma a comportamenti non sostenibili nei confronti dei giocatori. Il gioco è sostenibile se riesce a capire che non deve essere aggressivo, perché se la percezione che si ha anche del gioco pubblico è quella di un gioco aggressivo e che punta esclusivamente al business, cosa che peraltro è assolutamente normale, andiamo a sfumare eccessivamente la differenza che c'è fra il gioco pubblico con vincita in denaro e il gioco d'azzardo che in Italia non è consentito”. Queste le parole di Antonio Giuliani, direttore dell’Ufficio Gioco a distanza e Scommesse dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante un panel sul gioco sostenibile a Sigma World 2026, in corso a Roma.
“Per questo – ha aggiunto – preferisco parlare più di 'credibilità' che di 'sostenibilità', che è un termine scivoloso. In Italia non c'è il gioco d'azzardo, esiste il gioco pubblico regolamentato in cui ci sono delle regole che consentono di poter dire che il gioco è credibile. Il settore è forse eccessivamente normato, ma sono queste regole tecniche che danno certezze ai giocatori che sanno cosa rischiano, quanto possono vincere, come possono autolimitarsi o autoescludersi. Le nuove regole tecniche del gioco online, per esempio, continueranno ad aumentare non solo la capacità dei concessionari e degli operatori del gioco di rispondere alle esigenze di sicurezza, ma anche alle esigenze dei giocatori, di controllo del giocatore, perché la credibilità è anche saper rispondere alle esigenze del giocatore, alle esigenze della società, che ha delle opinioni anche legittimamente diverse sul settore del gioco. Il gioco va vissuto come passatempo, divertimento e intrattenimento. Non deve essere una risposta a dei bisogni o un modo per realizzare sogni. Ogni esagerazione non deve essere avallata dai concessionari”.
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