ROMA - Le nuove misure sull'indeducibilità fiscale per l'anno 2026, da parte dei concessionari del gioco, delle spese di comunicazione informativa sui giochi e sui servizi di comparazione di quote andrebbero riformulate e inserite nel Testo Unico delle imposte sui redditi (Tuir). La misura ha l'obiettivo di garantire l'osservanza del divieto di pubblicità di gioco e scommesse, previsto dal Decreto Dignità del 2018. Queste sono le osservazioni del Comitato per la legislazione della Camera dei Deputati sui provvedimenti relativi al settore del gioco pubblico, inseriti nel Decreto Accise, atteso in aula lunedì a Montecitorio per il primo passaggio di conversione parlamentare, dopo il via libera di ieri della Commissione Finanze.
"Attesa la portata generale e ordinamentale della disposizione in esame - si legge nel parere pubblicato - al fine di assicurare un migliore e più efficace coordinamento normativo con l’ordinamento vigente, essa potrebbe essere riformulata, analogamente alle disposizioni precedenti, in forma di novella all’articolo 108 del d.P.R. n. 917/1986, recante il Testo Unico delle imposte sui redditi". Il regime di indeducibilità, questo, scrive il Comitato, "risulta volto ad assicurare la piena osservanza del divieto di pubblicità di giochi e scommesse, sancito dall’articolo 9 del decreto-legge n. 87 del 2018". Si osserva, infine, la mancanza di un'analisi tecnico-normativa e di un'analisi dell'impatto della regolamentazione.
Foto credits: Manfred Heyde CC BY-SA 3.0
Agipronews è anche su Whatsapp! Iscriviti al canale per rimanere sempre aggiornato, cliccando qui: https://whatsapp.com/channel/0029VbBR2Gx23n3m47K2xS1S