ROMA - Un nuovo rapporto del Massachusetts ha esaminato l'impatto del gioco sui veterani e gli ostacoli che possono impedire loro di chiedere aiuto. Lo studio, condotto da Technical Assent in collaborazione con il William Joiner Institute for the Study of War and Social Consequences dell'UMass di Boston e finanziato dalla Massachusetts Gaming Commission, si basa su 43 interviste a veterani in 25 città e comuni del Massachusetts, nonché su due focus group con le parti interessate. Come si legge su Focus Gaming News, la ricerca ha rilevato che i veterani presentano livelli più elevati di gioco problematico rispetto alla popolazione generale.
Secondo il rapporto, i veterani giocano per molte delle stesse ragioni di altre persone, ma le loro esperienze possono essere influenzate dalla cultura militare (come ad esempio non mostrare vulnerabilità) e dalla transizione al termine del servizio. I partecipanti hanno descritto un ambiente in cui il gioco d'azzardo può essere normalizzato , mentre le norme militari sull'autosufficienza e sul non mostrare vulnerabilità possono rendere più difficile rivelare i propri problemi. Lo studio ha inoltre individuato periodi specifici che possono aumentare il rischio, tra cui il dispiegamento in missione, il ritorno alla vita civile e i pagamenti periodici di indennizzo da parte del Dipartimento per gli Affari dei Veterani (VA). Per alcuni militari, il gioco è stato descritto come un modo per far fronte al disagio emotivo, a problemi di salute mentale, all'abuso di sostanze o a difficoltà finanziarie.
Tuttavia, la ricerca evidenzia anche che non tutti i partecipanti hanno subito danni legati al gioco allo stesso modo. Alcuni veterani hanno sviluppato delle proprie strategie di protezione, tra cui limiti di spesa, disinstallazione di applicazioni, autoesclusione e supporto tra pari.
Le organizzazioni di veterani esistenti, i servizi sanitari e le reti comunitarie potrebbero fornire punti di contatto, sebbene i ricercatori abbiano sottolineato la necessità di un maggiore coordinamento e di approcci studiati in base alle modalità con cui si cerca supporto. La ricerca rappresenta la prima fase di un progetto a più fasi. La fase successiva prevede lo sviluppo e la sperimentazione di potenziali soluzioni con i veterani e le organizzazioni della comunità, prima di formulare raccomandazioni e linee guida per l'implementazione.
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