Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 04/10/2022 alle ore 09:19

SuperEnalotto

14/05/2022 | 15:55

SuperEnalotto, il dirigente dell'ufficio premi Sisal: «Erogo sogni, il mio è un lavoro che emoziona"

facebook twitter pinterest
SuperEnalotto il dirigente dell'ufficio premi Sisal: «Erogo sogni il mio un lavoro che emoziona

ROMA - Emozione e incredulità, due stati d'animo che accomunano i fortunati giocatori che si trovano ad incassare una importante vincita al SuperEnalotto, il concorso che è arrivato a un jackpot di 204 milioni di euro - vicino al record dei 209 stabilito nel 2019 - che potrebbero essere assegnati nell'estrazione di stasera. «Il mio è un lavoro che emoziona. Il vincitore è spesso disorientato e dobbiamo tranquillizzarlo, farlo sentire a suo agio. È frastornato e sembra volersi liberare al più presto di un peso. La scheda prima uno se la toglie dalla tasca e meglio è. C'è chi tra la vincita e l'incasso non esce di casa per giorni per non perderla di vista. Chi si fa cucire delle tasche segrete nella giacca. Chi la mette in una scarpa. Il tagliando è l'unico titolo valido, se tutto è a posto il cliente esce con una ricevuta, con l'importo e con la data del bonifico. Sopra il milione è il 91° giorno dalla data del concorso, dopo si perde ogni diritto. Ma non capita mai» racconta in una intervista al Giornale l'uomo che stacca gli assegni ai vincitori di cifre consistenti dei concorsi Sisal e che il prossimo 30 giugno, dopo 38 anni di carriera, andrà in pensione.

Prima, però, l'obiettivo è premiare un fortunato giocatore capace di centrare il fatidico "6" al SuperEnalotto. «Tutti vogliono sistemare la famiglia o estinguere il mutuo. Ma una signora di 77 anni che aveva vinto tre milioni ci disse che avrebbe finalmente potuto lanciarsi con il paracadute e poi ci fece sapere che l'aveva fatto. Un'altra donna piemontese ci confessò: così finalmente potrò andare a Roma a conoscere il Papa» prosegue. Storie capaci di emozionare, come quella di una signora che, dopo aver vinto, confessò di voler «far tornare in Italia mio fratello che non vedo da dieci anni perché è andato a lavorare in Brasile. Un'altra vinse un jackpot da 14 milioni e arrivava dall'Emilia del terremoto. Ci rivelò che finalmente avrebbe potuto risistemare le tubature del riscaldamento e non passare un inverno al freddo. E risistemare la scuola del paese», oppure quella di un ragazzo che «si presentò a fine settembre, serafico. Ci raccontò che stava lavorando in una pizzeria sulla riviera romagnola e che non aveva voluto mettere in difficoltà il titolare lasciandolo a metà stagione» conclude.

RED/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password