ROMA – L’Anjl (Associação Nacional de Jogos e Loterias, l’autorità regolatrice del gioco in Brasile) e l’Ibjr (Instituto Brasileiro de Jogo Responsável, Istituto brasiliano del gioco responsabile) hanno inviato una dichiarazione al giudice della Corte Suprema per chiedere la sospensione immediata del divieto sulle scommesse online in Brasile. Lo riporta iGaming News, spiegando che, secondo le associazioni, il provvedimento adottato lo scorso venerdì rappresenta un atto “opportunistico ed estremamente grave” che viola principi costituzionali e rischia di causare danni irreversibili al settore.

Uno dei principali argomenti delle due organizzazioni è che non vi sarebbero prove di “urgenza”, requisito costituzionale per l’adozione di una misura provvisoria, né alcun fatto nuovo tale da giustificare un intervento immediato del governo. Nel documento, inoltre, viene evidenziato che, secondo i dati ufficiali della Segreteria dei premi e delle scommesse, non c’è stata alcuna “esplosione” del fenomeno delle scommesse. Anzi, al contrario, il volume finanziario è diminuito del 42% da ottobre 2025 e giugno 2026. Inoltre, il documento pone anche l’accento sul fatto che la regolamentazione delle scommesse è arrivata con questo governo, e il provvedimento della scorsa settimana rappresenta un cambio di indirizzo politico privo di basi tecniche.

Con il mercato regolamentato aperto nel gennaio 2025, gli operatori hanno pagato poco più di 5 milioni di euro per le licenze e hanno investito in tecnologia, sicurezza, assistenza ai clienti e meccanismi di gioco responsabile. La revoca improvvisa delle licenze, senza un periodo di transizione e senza compensazioni, rappresenterebbe una violazione della certezza del diritto e del principio del legittimo affidamento, secondo le associazioni. Inoltre, nel documento viene sottolineato che la misura ha ignorato l’impatto fiscale del settore, che nel 2025 ha generato circa 1,69 miliardi di euro in imposte federali e circa 425 milioni in contributi, oltre a 16,2 milioni di euro in tasse di vigilanza. Un divieto immediato eliminerebbe le entrate future e potrebbe successivamente generare anche ulteriori spese.

E poi c’è il capitolo sul mercato nero: le organizzazioni hanno avvertito che la misura potrebbe spingere i giocatori verso gli operatori illegali, che rappresentano già tra il 41% e il 51% del mercato generale del gioco nel Paese. Nel mercato illegale, ovviamente, non esistono tutele per gli scommettitori, visto che non ci sono obblighi di identificazione degli utenti, né limiti ai depositi o altri strumenti di gioco responsabile. Le misure contro il riciclaggio di denaro sono inesistenti e non ci sono restrizioni sulla pubblicità. Il divieto di scommesse amplierebbe tutto questo esponendo a un rischio ancora maggiore anche gli individui già considerati fragili o patologici. Nella lettera al ministro Luiz Fux, Anjl e Ibjr chiedono di sospendere integralmente la misura fino a quando il Congresso non avrà assunto una decisione o la Corte Suprema non si sarà pronunciata sulle azioni dirette di incostituzionalità. Inoltre, hanno chiesto una proroga di almeno sei mesi dei termini previsti dal provvedimento, sollecitando il ministro a ordinare agli organismi federali di non procedere a congelamenti dei beni, revoche delle autorizzazioni o confische di fondi durante il periodo di sospensione.

Anche l’Anseja (Associazione nazionale per la sicurezza giuridica dei giochi e delle scommesse) si è rivolta alla Corte Suprema federale presentando un’azione diretta di incostituzionalità sulla misura, chiedendo un provvedimento cautelare urgente per impedire che i suoi effetti vengono attuati. Anche secondo Anseja, il provvedimento è stato adottato senza che ne fosse dimostrata l’urgenza, violando diverse disposizioni costituzionali e rischiando di sconvolgere il mercato regolamentato del gioco. La misura, secondo l’organizzazione, presenta anche altri vizi formali, come l’assenza di una valutazione dell’impatto fiscale, ignorando inoltre i requisiti di responsabilità fiscale. Oltre a chiederne la sospensione immediata, Anseja chiede il riconoscimento dei vizi formali e sostanziali e il mantenimento delle autorizzazioni attualmente in vigore fino alla decisione definitiva.

Foto credits: L.C. Nøttaasen CC BY 2.0

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