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Attualità e Politica

23/12/2020 | 14:36

Adm, la Corte Costituzionale conferma: "Lo spoils system vale anche per il numero uno dell'Agenzia"

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adm corte costituzionale spoils system

ROMA - Il meccanismo dello "spoils system" può essere applicato anche al direttore generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. A confermarlo è la Corte Costituzionale sul caso sollevato dal Tribunale del Lavoro di Roma sulla vicenda di Giovanni Kessler, numero uno dell'Agenzia da ottobre 2017 ad agosto 2018. L'incarico affidatogli dal Mef durante il governo Gentiloni si era interrotto dopo l'avvicendamento del primo Esecutivo guidato da Giuseppe Conte: dopo il Consiglio dei Ministri dell'8 agosto 2018, durante il quale era stato nominato nuovo direttore Benedetto Mineo, l'allora Vice Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, aveva rilasciato dichiarazioni in cui motivava il cambio al vertice dell'Agenzia con lo "spoils system", introdotto con la legge sulle disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria del 2006. In base a tale pratica politica, il Governo in carica può nominare persone di sua fiducia ai vertici della pubblica amministrazione. Il meccanismo, secondo la norma, vale nel caso di «dirigenti apicali» e con rapporto «di diretta collaborazione con l'organo di governo», come i Segretari generali dei ministeri, i capi di Dipartimento delle amministrazioni e altre figure equivalenti. Un'interpretazione che però non aveva convinto il Tribunale del Lavoro di Roma, che lo scorso anno aveva rinviato il caso alla Consulta. Per la Corte, però, il rinvio presenta difetti di motivazione sulla rilevanza e una «insufficiente ricostruzione del quadro normativo di riferimento»:  l'ampliamento del «novero degli incarichi dirigenziali ai quali si applicava il meccanismo di cessazione automatica» era stato introdotto da una norma già confermata dalla Consulta nel 2011. «Il giudice rimettente non si confronta con l’evoluzione di tale complessa normativa», conclude la Corte, che ha dichiarato la «manifesta inammissibilità» della questione di legittimità costituzionale. LL/Agipro

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