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Ultimo aggiornamento il 24/06/2018 alle ore 16:14

Attualità e Politica

06/06/2018 | 10:14

Bando Lotto in Corte Ue, Stanleybet: “Clausole di decadenza in conflitto con principi di trasparenza”

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Bando Lotto Corte Ue Stanleybet

ROMA - Le clausole di decadenza previste dal bando di gara per la gestione del Lotto «sono in conflitto con i principi eurounitari di trasparenza e certezza del diritto». È quanto hanno sostenuto i legali di Stanleybet nell’udienza in Corte di Giustizia Europea, dove oggi è stato discusso il caso del bando per la gestione del Lotto, sollevato dal Consiglio di Stato a giugno 2017. La società inglese Stanley International Betting è rappresentata dagli avvocati Roberto Jacchia, Antonella Terranova e Fabio Ferraro, mentre Stanleybet Malta è difesa dagli avvocati Daniela Agnello e Massimiliano Mura. La gara del 2016 prevedeva che le società partecipanti non avessero commesso violazioni sugli obblighi relativi al pagamento delle imposte; era anche prevista la decadenza per il concessionario che svolgesse attività di gioco in Italia senza i titoli necessari. Disposizioni che, secondo Stanley, creavano «condizioni di incertezza» per l’eventuale partecipazione al bando, perché «poco trasparenti, chiare, precise ed univoche». La particolare situazione del bookmaker - che opera senza concessione e che ha ancora contenziosi aperti nei tribunali italiani - rendeva impossibile capire quali fossero le reali condizioni che avrebbero comportato l’eventuale decadenza. Una tale «indeterminatezza interpretativa» bastava dunque a «dissuadere dalla partecipazione alla gara». Il rispetto dei principi di trasparenza del diritto, per Stanleybet, «imponeva che le disposizioni in materia di decadenza della concessione fossero formulate con un adeguato grado di chiarezza». Lo scenario del 2016 avrebbe dunque imposto alla società di rinunciare alla propria rete transfrontaliera per partecipare al bando: un’imposizione che avrebbe vanificato il cosiddetto “effetto utile” delle sentenze emesse in passato dalla Corte Ue a favore del bookmaker.

LL/Agipro

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