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Ultimo aggiornamento il 15/08/2020 alle ore 09:40

Attualità e Politica

09/07/2020 | 11:30

Bingo, Eurispes: "Settore in difficoltà, necessarie misure del Governo per salvare migliaia di posti di lavoro"

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Bingo Eurispes Governo

ROMA - Il settore delle sale Bingo «assorbe tra gli 8.000 e i 10.000 addetti, di cui circa il 60% donne» e, oltre a generare un forte indotto, nel 2018, ha restituito all'Erario circa 182 milioni di euro. «Le prossime settimane e i prossimi mesi, ci diranno se l’offerta del Bingo riuscirà di nuovo ad occupare la sua già limitata nicchia di mercato o se, in alternativa, si dovrà assistere ad una morìa di sale, con conseguente impatto sull’occupazione». E' la conclusione a cui giunge il rapporto "Il Bingo nella crisi del gioco legale in Italia", realizzato dall'Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes e presentato oggi. Il lockdown scattato a marzo ha coinvolto anche le sale bingo, che hanno riaperto a inizio luglio, «malgrado con largo anticipo fosse stato siglato un protocollo d’intesa tra tutte le società concessionarie del settore e le rappresentanze sindacali dei lavoratori del Bingo per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19».

Il protocollo prevede «una ridistribuzione degli spazi, la ridefinizione dei percorsi all’interno delle sale, le misure di distanziamento al momento dell’accesso e delle uscite, la quotidiana igienizzazione e sanificazione delle stesse. Inoltre, sono state installate schermature anti-contagio e istituiti dei corner con materiali igienizzanti e di protezione; i lavoratori sono stati dotati di dispositivi di protezione individuale», spiega l'Eurispes. Ora, come tutti gli altri settori imprenditoriali, i concessionari del Bingo, «attendono dal Governo» misure di supporto, come la cassa integrazione per i dipendenti, «i differimenti degli obblighi contributivi, i crediti d’imposta sui canoni di locazione», il «differimento del versamento del prelievo erariale rispetto al momento del ritiro delle cartelle di gioco» e «una congrua proroga (6 anni) delle concessioni, essenziale per poter riprogrammare l’attività finanziaria su un arco di tempo ragionevole», senza la quale i concessionari del bingo «avrebbero difficoltà di rapporto con il sistema bancario per sostenere la necessaria liquidità».
MSC/Agipro

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