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Ultimo aggiornamento il 05/05/2026 alle ore 13:02

Attualità e Politica

05/05/2026 | 11:25

Bingo, l’Antitrust chiede l’abolizione del tetto al montepremi: “Rischia di distorcere la concorrenza, effetti negativi sulla domanda”

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Bingo l’Antitrust chiede l’abolizione del tetto al montepremi: “Rischia di distorcere la concorrenza effetti negativi sulla domanda”

ROMA - Eliminare il tetto massimo del payout del Bingo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025. E’ quanto chiede l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) in una segnalazione inviata a Parlamento e Governo. In particolare, il riferimento è alla parte in cui la normativa interviene sulla determinazione del montepremi (Payout), introducendo – a partire dal 1° gennaio 2025 – un limite massimo pari al 71% del prezzo delle cartelle. Di conseguenza, il Payout è oggi compreso tra il 70% e il 71%.
Secondo l’Autorità, sebbene questa misura sia stata concepita per contrastare possibili pratiche di concorrenza sleale, presenta diverse criticità dal punto di vista concorrenziale, in particolare per quanto riguarda la rete fisica. Il tetto massimo limita la libertà economica dei concessionari “senza una chiara giustificazione economica o regolatoria”.

Il Payout rappresenta infatti uno dei principali strumenti competitivi tra le sale Bingo. L’introduzione di un limite massimo rischia quindi di uniformare i comportamenti degli operatori, riducendo la possibilità di differenziare l’offerta e di renderla più attraente per i giocatori, con possibili effetti negativi sulla domanda e sulla raccolta. In precedenza, il sistema prevedeva solo un limite minimo, lasciando agli operatori maggiore libertà nella definizione del montepremi in base alle proprie strategie.

L’imposizione di un Payout “uniforme” non tiene conto delle diverse “condizioni territoriali, operative e di costo dei concessionari”, con il rischio di generare “effetti discriminatori”. Al contrario, una maggiore flessibilità consentirebbe anche ai piccoli operatori di adattarsi meglio al mercato locale, favorendo l’efficienza, gli investimenti e la qualità dei servizi. L’Autorità, nella segnalazione AS2165, evidenzia inoltre che un Payout ridotto potrebbe rendere il Bingo poco competitivo anche rispetto ad altri giochi. “Si noti che, già prima dell’entrata in vigore del cap al Payout, il confronto con altri prodotti regolamentati – caratterizzati, peraltro, secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da maggiori rischi di sviluppare forme di gioco d’azzardo patologico – evidenziava una minore competitività del gioco del Bingo, poiché il Payout medio degli altri giochi era da tempo, soprattutto nel canale online, ben più elevato e in aumento”.

Nel complesso, l’Autorità sottolinea che un mercato concorrenziale dovrebbe favorire una competizione effettiva a beneficio dei consumatori, premiando gli operatori più efficienti. Il limite massimo al Payout, invece, appare come una misura potenzialmente distorsiva, in grado di alterare le dinamiche competitive senza una comprovata esigenza di interesse generale.

FRP/Agipro
 

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