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Attualità e Politica

23/04/2018 | 09:36

Cafiero De Raho (Procuratore Nazionale Antimafia): "Vietare le scommesse sui campionati minori"

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Cafiero De Raho Procuratore Nazionale Antimafia scommesse

ROMA - Il settore del gioco "è diventato un meccanismo attraverso il quale le mafie non solo riescono ad investire, ma anche a canalizzare flussi finanziari verso altri territori, perché poter controllare le scommesse significa anche poter nascondere il denaro, poterlo fare passare attraverso quelle strade che se non vengono attentamente valutate dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, sono strade totalmente aperte, prive di controlli, di vigilanza". Lo ha detto in un'intervista ad Avvenire il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. "Lo dicemmo perl'operazione Gambling del luglio 2015 che aveva fatto emergere il coinvolgimento della 'ndrangheta. E lo abbiamo ripetuto ogniqualvolta vediamo che questo è il settore di maggior investimento della criminalità organizzata. Sono le scommesse. Ormai lo ripeto in continuazione", continua. 
"Dovremmo vietare le scommesse sui campionati minori del calcio, le cui partite a volte possono essere comprate, influenzate o condizionate dalle stesse organizzazioni criminali che gestiscono il sistema delle scommesse. Una scommessa su queste partite significa certamente determinare poi un risultato sul quale può influire facilmente un'organizzazione maliosa. O comunque lo fa sospettare", spiega. "Nelle categorie minori, soprattutto laddove le associazioni sportive sono espressione di un territorio abbastanza ristretto, le mafie controllano tutto. Avere un'associazione sportiva calcio che vada avanti nel campionato e che quindi grazie al loro appoggio e alla loro 'sponsorizzazione' riesca a raggiungere obiettivi importanti, significa che la mafia conta e questo produce consenso sociale, come per il tema lavoro. Le mafie puntano molto sullo sport e soprattutto sul calcio, così seguito a livello nazionale e locale. Una mafia che muove la propria squadra è una mafia credibile più di un'associazione sportiva gestita da persone corrette", conclude.
RED/Agipro

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