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Ultimo aggiornamento il 22/07/2018 alle ore 09:01

Attualità e Politica

13/06/2018 | 08:52

Casinò di Campione, il sindaco e l'amministratore unico della casa da gioco sotto inchiesta

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Casinò Campione sindaco gioco inchiesta

ROMA -  II sindaco di Campione d'Italia Roberto Salmoiraghi, l'amministratore unico del casinò Marco Ambrosini e due funzionari della Banca popolare di Sondrio (il direttore della filiale di Campione Domenico Ramanzina e il responsabile dell'ufficio affidamenti del gruppo Fulvio Maxenti) sono stati iscritti sul registro degli indagati della Procura in seguito all'operazione "Villa Mimosa", con l'accusa di avere privilegiato l'estinzione dei debiti contratti con la banca e il Municipio (una parte, ovviamente) rispetto a quelli di tutti gli altri creditori, tuttora in coda fuori dalla porta della casa da gioco. Lo riporta il Corriere di Como. La notizia filtra nel giorno in cui militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza sono tornati a Campione per ulteriori acquisizioni d'atti, sia nella sede della Popolare di Sondrio, sia in Comune. Il sostituto procuratore Pasquale Addosso muove ai quattro indagati l'accusa di bancarotta preferenziale in concorso. 

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, lo scorso mese di dicembre, poco dopo l'apertura della procedura fallimentare per il casinò, il consiglio comunale dell'enclave vota la cessione alla casa da gioco di Villa Mimosa, una dimora d'un certo prestigio (sottoposta a un vincolo architettonico) nella quale realizzare un "Dragon casinò", una sorta di dépendance extra lusso della casa da gioco, destinata ai clienti cinesi. Per condurre in porto l'operazione, il casinò chiede e ottiene un finanziamento di 2 milioni e 875mila euro: la banca, stanti gli esiti degli accertamenti della Finanza, non fa che concedere l'aumento delle linee di fido già esistenti, che a quel punto crescono fino a raggiungere il saldo totale di 22 milioni.  Quello stesso giorno, il 29 dicembre scorso, il casinò effettua due pagamenti che la procura ritiene "preferenziali": restituisce alla Popolare di Sondrio 304mila euro a titolo di pagamento di una rata del mutuo e gira al Comune di Campione 2.571.300 euro a titolo di pagamento del cosiddetto "acconto proventi decadi 2017", soldi che all'amministrazione comunale, al tempo già prossima al tracollo finanziario, serviranno poi per pagare gli stipendi.  Anche questa è una anomalia, il fatto cioè che la banca abbia concesso un'ulteriore linea di credito per uno scopo e che poi il destino del denaro si sia rivelato tutt'altro. La situazione resta molto delicata, in primis per i lavoratori, dipendenti della casa da gioco e dipendenti del Comune. Il casinò non ha ancora presentato al tribunale il piano di rientro dai debiti per la proposta di concordato. Questa settimana il sindaco Salmoiraghi sarà a Roma al ministero dell'Economia e dell'Interno per discutere della situazione del Comune. Il prossimo passo, dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, è la nomina di un commissario "ad acta". 
RED/Agipro

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