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Ultimo aggiornamento il 24/04/2019 alle ore 19:02

Attualità e Politica

04/02/2019 | 11:30

Casinò di Saint Vincent, trattativa in corso per ridurre i licenziamenti

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Casinò Saint Vincen

ROMA - Ore decisive per il futuro dei lavoratori del Saint-Vincent Resort & Casinò. L'azienda, totalmente pubblica e per quasi il cento per cento in mano alla Regione, è da tempo in crisi e si ritrova alle prese con la presentazione, entro il 12 marzo, di un concordato preventivo per evitare il fallimento, formalmente chiesto dalla procura di Aosta e che il prossimo 1 aprile sarà discusso in udienza. In parallelo - riporta “La Stampa Cuneo” - lo scorso dicembre l'azienda ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 168 dipendenti (104 al casinò, 64 nei servizi alberghieri) che con gli oltre 100 contratti a tempo determinato che non saranno rinnovati consentirà il risparmio di 11 milioni di euro. Da ormai due mesi sindacati e veraci del Casinò stanno cercando di arrivare ad un'intesa che tagli i costi della stessa cifra ma riducendo l'impatto sull'organico. Per i 64 esuberi nei servizi alberghieri un accordo di massima è stato raggiunto la settimana scorsa, con una bozza che prevede 29 pre pensionamenti e 35 licenziamenti per i quali c'è l'impegno a una ricollocazione in altre aziende della Regione, indennizzi per il periodo di disoccupazione e la possibilità di essere richiamati in caso di necessità. E' invece in bilico la trattativa sui 104 esuberi alla casa da gioco. Tra venerdì e sabato si è arrivati ad una ipotesi che preveda 70 pre pensionamenti e ritocchi al contratto per recuperare i costi dei 34 restanti, con la modifica delle giornate di ferie, dei permessi, la ridefinizione dei premi e la cancellazione della quattordicesima. Stamattina i vertici delle organizzazioni sindacali e i delegati aziendali con i direttivi di categoria si riuniranno per confrontarsi. Poi al pomeriggio i rappresentanti dei lavoratori vedranno - per l'ottava volta nell'ambito di questa trattativa - i vertici del Casinò per un incontro che potrebbe essere risolutivo. I tempi sono stretti, con la scadenza di venerdì 8 febbraio posta come asticella. Incombono anche le altre scadenze, con il piano di concordato da presentare alla metà di marzo e la coda dell'udienza di fallimento fissata nel calendario del tribunale di Aosta al primo di aprile. Intanto è stato avviato l'iter per la dismissione dei cosiddetti «beni no core», cioè i beni immobili considerati non strategici: terreni vari, magazzini, una ex scuderia, l'Hotel du Parc e l'ex Hotel Bon Souvenir.

RED/Agipro

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