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Ultimo aggiornamento il 02/06/2020 alle ore 15:25

Attualità e Politica

06/04/2020 | 14:19

Coronavirus, Astro scrive al Governo: "No a discriminazioni per le aziende di gioco"

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Coronavirus Astro Governo gioco

ROMA - L'associazione dei gestori Astro fa un appello alle autorità governative «affinché, in un momento del genere, facciano quanto necessario, nell’ambito dei loro poteri costituzionalmente riconosciuti dall’art. 120 della Costituzione, per evitare discriminazioni (con riferimento alle misure di sostegno alla ripresa economica) tra le diverse imprese che operano nella legalità». 
«Ci risulta che alcune regioni stiano operando discriminazioni a carico delle imprese del gioco, escludendole espressamente dai benefici economici deliberati per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza COVID-19», si legge nella lettera del presidente Astro, Massimiliano Pucci. «Ad esempio, la Regione Molise ha deciso di concedere un sostegno, in termini di liquidità, alle imprese la cui attività è stata sospesa per effetto delle disposizioni volte a contenere il diffondersi dell’epidemia», ma «abbiamo avuto modo di apprendere che le imprese del gioco restano escluse da tale beneficio, pur rientrando le loro attività tra quelle sospese per effetto delle vigenti norme emergenziali. La Regione Molise ha così deciso di abbandonare al loro destino le nostre imprese e i loro dipendenti». E, secondo Astro, «anche altre regioni stanno procedendo nella stessa maniera, addirittura giustificando espressamente l’esclusione sulla base di “motivi etici”». Per Astro, «l’unico parametro che deve guidare la concessione di sussidi e benefici dovrebbe continuare ad essere rappresentato dal pregiudizio economico-occupazionale che la crisi sta cagionando all’intero settore economico legale». Discriminazioni di questo tipo «esprimono, implicitamente, anche l’insopportabile idea di una distinzione tra dipendenti di serie A e di serie B (pur essendo entrambi dipendenti di imprese legali), venendo riconosciuto solo ai primi il diritto di mantenere il proprio posto di lavoro».
RED/Agipro

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