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Attualità e Politica

09/03/2020 | 15:01

Coronavirus, Astro: sui giochi norme molto generiche, serve cautela per evitare la sospensione dell’attività (1)

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Coronavirus Astro

ROMA - Le nuove disposizioni per la gestione dell’emergenza Coronavirus contenute nel decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, che prevedono la chiusura fino al 3 aprile di tutte le sale giochi, le sale scommesse e le sale bingo sul territorio nazionale, «presentano un carattere di estrema genericità nella formulazione, probabilmente dettata dall’urgenza che ne ha accompagnata l’emanazione» e «lasciano ampi spazi interpretativi ai soggetti che saranno tenuti a darne attuazione (Polizia Municipale, forze dell’ordine, magistrati)». L'associazione dei gestori As.tro, quindi, raccomanda in una nota ai propri associati «la massima cautela per non incorrere nella sospensione dell’attività» e «rimane a completa disposizione degli associati per ogni eventuale richiesta di chiarimenti». Inoltre, «As.Tro è vicina ai propri iscritti nel gravissimo momento che stanno attraversando e si attiverà in tutte le sedi opportune al fine di garantire che le imprese del settore possano beneficiare, al pari delle altre imprese, di tutti i sussidi e le tutele che verranno adottate in sede nazionale e locale per fronteggiare le rilevanti ripercussioni economiche ed occupazionali conseguenti all’attuale emergenza». 

Entrando nel merito delle norme, «sulla base del tenore letterale della disposizione, si può ritenere che resti consentito il funzionamento delle AWP installate, nel rispetto delle norme vigenti in materia di contingentamento ed utilizzo degli spazi, presso bar, tabacchi, ristoranti, alberghi ecc., purché siano dislocate e/o utilizzate in modo tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Stesso discorso può essere applicato per i corner presenti nelle tabaccherie. Maggiori dubbi interpretativi sussistono per quei locali (bar, tabaccherie, ristoranti) in cui sono stati adibiti dei locali separati (pur se accessibili passando per l’entrata principale dell’esercizio), dedicati ad ospitare gli apparecchi da gioco. In tal caso, pur considerando la prevalenza della licenza riguardante l’attività principale (per cui dovrebbe rimanere consentita la permanenza degli apparecchi), si raccomanda prudenza perché un rilevante numero di apparecchi installati in detti locali separati, potrebbe attribuire ad essi natura sostanziale di sala giochi. Si ritiene anche che i circoli privati in cui l’attività di gioco sia accessoria rispetto alle attività proprie del circolo possano restare aperti. Anche qui si raccomanda prudenza perché un rilevante numero di apparecchi potrebbe far perdere il carattere di’accessorietà all’attività di gioco. Vale anche per i circoli privati la necessità di adozione di misure idonee ad evitare assembramenti e comunque finalizzate a mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro».
RED/Agipro

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