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Ultimo aggiornamento il 27/05/2020 alle ore 19:03

Attualità e Politica

07/04/2020 | 12:12

Coronavirus, il 4 maggio data per riaprire l’Italia: regole anti-assembramento in vigore a lungo, anche per i giochi

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Coronavirus il 4 maggio data per riaprire l’Italia: regole anti assembramento in vigore a lungo anche per i giochi (1)

ROMA - L’Italia si prepara a ripartire, ma solo dopo il 4 maggio. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sarà necessario procedere «con cautela e gradualmente» e seguendo le indicazioni degli scienziati. Già da metà aprile - subito dopo le festività pasquali - potrebbe però essere concesso ad alcuni settori dell’imprenditoria e del commercio di ricominciare a lavorare. Prima di Pasqua, sarà effettuato un controllo sull’andamento della curva epidemica e dell’indice di contagio. Solo a condizione che i dati continuino a scendere, potrebbe arrivare il via libera per alcune imprese di supporto alla filiera alimentare e farmaceutica, alcune aziende meccaniche, qualche negozio che vende prodotti per il tempo libero oppure forniture per gli uffici. Per uscire di casa, tornare a passeggiare, incontrarsi con parenti e amici liberamente, sottolinea il Corriere, dovranno in ogni caso trascorrere ancora settimane. E le regole sul divieto di assembramento non cambieranno in tempi brevi. Non sarà consentito stare in gruppo per strada oppure nei parchi, gli ingressi nei negozi saranno scaglionati. Niente eventi pubblici, feste nei locali chiusi o all’aperto, manifestazioni. E nella prima fase, niente bar e ristoranti.

Anche l’industria dei giochi attende di ripartire, dopo settimane di azzeramento dell’attività di raccolta. Secondo fonti istituzionali interpellate da Agipronews, è pressoché certo che saranno mantenute a lungo regole per l’accesso agli esercizi: dal contingentamento del numero di clienti presenti nel locale alla distanza minima di un metro tra le persone, sia all’interno del locale sia in fila. Impossibile, ora come ora, prevedere quali giochi ripartiranno prima e quali in seconda battuta. Si tenterà di fare in fretta ma tutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia: nel frattempo, si lavora alle misure fiscali di supporto per le aziende del gaming, allo stremo delle forze per l’emergenza-coronavirus. Molto complicata, riporta il Corriere, è anche la strada per la riapertura dei luoghi di aggregazione per sport o svago – ad esempio arene sportive e discoteche - nei quali è quasi inevitabile il contatto tra le persone. Tutte le ipotesi di riapertura, sia per gli esercizi generalisti sia per quelli dedicati al gaming, sono in ogni caso strettamente connesse all’andamento del contagio nelle prossime due o tre settimane. NT/Agipro

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