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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

06/08/2018 | 16:10

Decreto Dignità, Senato: al via l'esame del testo approvato dalla Camera, bocciate le questioni pregiudiziali

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Decreto Dignità Senato Camera questioni pregiudiziali

ROMA - L'Aula del Senato ha avviato la discussione del decreto Dignità, «senza formale mandato ai relatori, né di maggioranza, né di minoranza» perché le Commissioni Finanze e Lavoro non hanno avuto il tempo di esaminare tutti gli emendamenti, volendo rispettare «l'impegno politico votato all'unanimità» dalla Capigruppo di portare in Aula il provvedimento «nella giornata di oggi», ha spiegato il presidente della Commissione Finanze, Alberto Bagnai (Lega). 
Il testo esaminato sarà quindi quello licenziato dalla Camera che, all'articolo 9 prevede il divieto di pubblicità dei giochi (con l’esclusione della Lotteria Italia e dei contratti in essere, che saranno validi per un anno) e lo stop alle sponsorizzazioni dal 1° gennaio 2019, un aumento del prelievo per slot e VLT - per le quali dal 1° gennaio 2020 sarà obbligatoria la tessera sanitaria, pena una sanzione da 10mila euro ad apparecchio - che dovranno indicare formule di avvertimento sui rischi connessi al gioco, mentre i Gratta e Vinci dovranno riportare la dicitura "Questo gioco nuoce gravemente alla salute" e non dovranno ricomprendere - nelle probabilità di vincita riportate sui tagliandi - i premi uguali o inferiori al costo della giocata. Prevista anche l'istituzione, presso il ministero dello Sviluppo economico, del logo "No Slot" e il monitoraggio dell'offerta di gioco, su cui il MEF riferirà «annualmente al Parlamento». Il Governo, infine, si impegna ad avviare entro sei mesi «una riforma complessiva in materia di giochi pubblici, in modo da assicurare l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo del gioco d’azzardo contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario e comunque tale da garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti entrate».
L'Aula del Senato ha quindi respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni e ora è in corso la discussione gerenale del provvedimento. Il voto finale dell'Aula è previsto domani o al massimo mercoledì.
MSC/Agipro

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