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Ultimo aggiornamento il 13/12/2018 alle ore 20:25

Attualità e Politica

03/08/2018 | 12:15

Decreto Dignità, Senato: al via esame "lampo" nelle Commissioni Finanze e Lavoro

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Decreto Dignità Senato Commissioni Finanze Lavoro

ROMA - Il decreto Dignità approvato ieri sera dalla Camera è già stato assegnato alle Commissioni Finanze e Lavoro del Senato, che stamattina alle 11 hanno avviato l'esame del provvedimento. I relatori sono Enrico Montani (Lega) per la Commissione Finanze e Susy Matrisciano (M5S) per la Commissione Lavoro.
A Palazzo Madama si prospetta un esame lampo: il calendario dei lavori approvato la scorsa settimana prevede la chiusura dei lavori dell'Aula martedì 7 agosto, ultima data utile per l'eventuale via libera al decreto Dignità prima della pausa estiva. I tempi per la discussione nelle Commissioni sarebbero quindi strettissimi, tanto che la maggioranza starebbe pensando di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti già a oggi pomeriggio. Non è neanche escluso il ricorso alla fiducia da parte del Governo.
Il testo del provvedimento prevede il divieto totale di pubblicità dei giochi (con l’esclusione della Lotteria Italia e dei contratti in essere, che saranno validi per un anno) e lo stop alle sponsorizzazioni dal 1° gennaio 2019, pena una sanzione del 20% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e comunque non inferiore a 50mila euro, che sarà irrogata dall’Agcom: i proventi, invece, finiranno nel fondo per il contrasto al gioco patologico. In attesa che entri in vigore il divieto di pubblicità previsto dal decreto Dignità, i programmi radiotelevisivi che ospitano spot dei giochi dovranno indicare che non sono adatti ai minori.
Le slot e le VLT (per le quali dal 1° gennaio 2020 sarà obbligatoria la tessera sanitaria, pena una sanzione da 10mila euro ad apparecchio) dovranno indicare formule di avvertimento sui rischi connessi al gioco, mentre i Gratta e Vinci dovranno riportare la dicitura "Questo gioco nuoce gravemente alla salute" e non dovranno ricomprendere - nelle probabilità di vincita riportate sui tagliandi - i premi uguali o inferiori al costo della giocata. Per gli apparecchi è previsto anche un graduale aumento del prelievo erariale, fino ad arrivare al 19,6% per le slot e al 6,6% per le VLT nel 2023. Sarà istituito presso il ministero dello Sviluppo economico il logo "No Slot" per tutti i pubblici esercizi che eliminano o si impegnano a non installare slot e VLT, mentre il MEF, d’intesa con il ministero della Salute, riferirà «annualmente al Parlamento sui risultati del monitoraggio» dell’offerta di gioco, anche attraverso «una banca dati sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio». Il Governo, infine, si impegna ad avviare entro sei mesi «una riforma complessiva in materia di giochi pubblici, in modo da assicurare l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo del gioco d’azzardo contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario e comunque tale da garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti entrate».
MSC/Agipro

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