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Ultimo aggiornamento il 10/12/2018 alle ore 20:30

Attualità e Politica

26/07/2018 | 08:16

Decreto Dignità, Serracchiani (PD): "Norme sui giochi inadeguate, penalizzano operatori nazionali e favoriscono illegalità"

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Decreto Dignità Serracchiani giochi

ROMA - «Le misure in materia fiscale, in particolare, l'articolo 9 in materia di contrasto alla ludopatia e divieto di pubblicità di giochi, che stabilisce il divieto di qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, presentano evidenti profili di inadeguatezza». E' quanto si legge nel testo della questione pregiudiziale sul decreto Dignità, a prima firma di Debora Seracchiani (PD), respinta ieri dalla Camera. «La concreta efficacia delle norme proposte rischia di essere vanificata dall'assenza, evidenziata dalla stessa relazione illustrativa, di una disciplina sovranazionale della materia, così pregiudicando la possibilità di applicare il medesimo divieto in caso di manifestazioni estere trasmesse in Italia e, al contempo, l'applicazione in solo ambito nazionale del divieto di pubblicità e sponsorizzazione dei giochi rischia di penalizzare in termini di concorrenza gli operatori nazionali», spiega. 

«Secondo la relazione tecnica del provvedimento gli investimenti pubblicitari e di sponsorizzazione nel settore dei giochi si aggirano complessivamente intorno a 150-200 milioni di euro l'anno; tuttavia nelle stime non si tengono nella dovuta considerazione gli effetti fiscali in termini di minor fatturato prodotto e le potenziali ricadute in termini occupazionali», continua. Sempre secondo la relazione tecnica, «per il gioco online "la pubblicità e la sponsorizzazione rappresentano l'unico modo per farsi conoscere dai giocatori e per distinguersi dagli operatori illegali" è presumibile quindi che l'applicazione di tali norme possa invece determinare come unico effetto lo spostamento verso il gioco illegale», sottolinea. «Una misura volta a garantire migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell'ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età è stata introdotta nella precedente legislatura attraverso l'intesa raggiunta il 7 settembre 2017 all'unanimità in Conferenza Stato Regioni e Enti Locali sul riordino del gioco pubblico tra i presidenti delle Regioni e delle Province autonome e il Governo. Tale intesa qualora fosse recepita dal decreto ministeriale consentirebbe la riduzione delle macchine da gioco con la sostituzione dell'infrastruttura con nuovi modelli collegati al sistema da remoto per un maggior controllo sul gioco», conclude.
MSC/Agipro

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