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Ultimo aggiornamento il 22/10/2018 alle ore 19:02

Attualità e Politica

24/07/2018 | 20:10

Decreto Dignità, accantonati gli emendamenti sui giochi

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Decreto Dignità emendamenti accantonati

ROMA -  Le Commissioni Finanze e Lavoro della Camera, impegnate nell'esame del decreto Dignità, hanno accantonato alcuni emendamenti all'articolo 9 sul divieto di pubblicità dei giochi, prima di interrompere la seduta per la convocazione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Accantonati l'emendamento Silvestri 9.131 su un'ulteriore aumento del prelievo per le VLT e una riformulazione dell'emendamento 9.12 di Massimo Enrico Baroni (M5S) che propone di sostituire il termine "ludopatia" con "disturbo da gioco d'azzardo patologico". Inoltre l'emendamento chiede di modificare, dal 1° gennaio 2019, i tagliandi dei Gratta e Vinci, che non dovranno comprendere "i premi uguali o inferiori al costo della giocata nelle probabilità di vincita". Infine l'emendamento stabilisce che, "nella more dell'entrata in vigore del divieto" di pubblicità, i programmi radiotelevisivi che ospitano messaggi pubblicitari di giochi e scommesse "siano preceduti dall'avvertenza che il programma non è adatto ai minori".
Resta accantonato l'emendamento Pastorino 9.40 che vieta "tutte le forme di promozione o di pubblicità relative ad apertura ed esercizio di nuove sale da gioco o scommesse con vincite in denaro".
Accantonati anche tre emendamenti di Antonio Martino (FI) sulle caratteristiche delle comunicazioni commerciali che riguardano i giochi e sulle campagne di sensibilizzazione sui rischi della dipendenza dal gioco e del gioco illegale.
Accantonato l'emendamento Carnevali 9.018 sulla riduzione dei punti gioco "sulla base dei criteri che saranno recepiti dai Comuni, in modo da garantirne un'equilibrata distribuzione sul territorio nazionale per un numero massimo di 55.000 esercizi".
Accantonato anche l'emendamento Bellucci 9.7 che chiede di sostituire la parola "ludopatia" con "disturbo da gioco d'azzardo patologico". Sarà esaminato in seguito anche l'emendamento Mancini 9.19 che propone di includere nel divieto di pubblicità anche le insegne degli esercizi.
Per tutte le altre proposte di modifica segnalate dai gruppi, il Governo e i relatori hanno formulato parere negativo. C'è invece il parere favorevole di relatori e Governo all'emendamento 9.08 di Elena Carnevali (PD) secondo cui "i pubblici esercizi e i circoli privati che eliminano o che si impegnano a non installare gli apparecchi da intrattenimento possono chiedere ai Comuni il rilascio e il diritto dell'uso del logo identificativo «no slot»".
MSC/Agipro

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