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Ultimo aggiornamento il 04/12/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

05/11/2020 | 17:10

Decreto Ristoro, D'Attis (Forza Italia): "Aiuti immediati al settore giochi, inammissibile la svista su codici Ateco"

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Decreto Ristoro D'Attis Forza Italia giochi

ROMA - Ristori tempestivi alle attività di gioco chiuse dal dpcm (per tutti i codici Ateco relativi al settore) e rivedere la questione delle aperture nelle zone "gialle": lo chiede Mauro D'Attis (Forza Italia), dopo l'ultimo provvedimento del Governo. «Il dpcm del 24 ottobre - e, ancor prima, i provvedimenti di alcuni presidenti di Regione - avevano imposto la chiusura delle sale giochi, scommesse, casinò e bingo, pur lasciando aperte molte altre attività: è stata una decisione carica di pregiudizio». Oltre al danno, la beffa: nel Decreto Ristoro, «il Governo ha anche dimenticato di inserire alcuni codici Ateco, relativi proprio alle attività che sono state chiuse dal dpcm» e che, a causa di questa svista, «non hanno diritto al ristoro», sottolinea. «Il settore dei giochi ha diversi codici Ateco e, nei ristori, vanno considerati tutti», ha ribadito D'Attis ad Agipronews. «Gli aiuti devono essere immediati. L'indennizzo deve riguardare ovviamente i lavoratori - che vanno inseriti nella cassa integrazione - ma anche gli esercenti e i concessionari». Questi ultimi «hanno investito acquistando una concessione, pagando un canone basato su un determinato volume d'affari che, ovviamente, non è lo stesso di quando c'è stata la gara per l'assegnazione delle concessioni», mentre «gli esercenti - oltre alle spese fisse - hanno dovuto investire nei dispositivi anti-Covid, come tutti gli altri commercianti», spiega. 

«Aspettiamo la risposta del Governo all'interpellanza che abbiamo depositato per sapere quali siano le ragioni specifiche di sicurezza sanitaria riguardanti le attività» di gioco o «le risultanze scientifiche che hanno indotto il Governo a sospendere» queste attività «in modo difforme e più restrittivo rispetto ad altri pubblici esercizi», ricorda D'Attis. Inoltre, nelle zone "gialle" individuate dal dpcm del 3 novembre, illustrato ieri dal premier Conte, si perpetua «la stessa discriminazione». Nulla da eccepire «ovviamente per le decisioni prese per le zone rosse e arancioni, a maggior rischio sanitario, che hanno riguardato tutte le attività commerciali», spiega D'Attis, ma per le attività di gioco chiuse nelle zone gialle «servono indennizzi immediati: sono tra quelle rimaste fermo più a lungo, un'altra ondata potrebbe significare la morte». 
Non è da trascurare, inoltre, una recrudescenza del gioco illegale, un fenomeno evidenziato «nelle relazioni della Guardia di Finanza e di alcuni magistrati», secondo cui «quando il gioco pubblico legale è messo in difficoltà con provvedimenti restrittivi, come ad esempio il distanziometro, in quelle aree aumenta il gioco illegale. Impedendo coscientemente il gioco legale e sapendo dell'esistenza di questo fenomeno», lo Stato «diventa connivente della criminalità». 
«Aspettiamo la legge di bilancio per affrontare una serie di questioni»: oltre al «riallineamento dei termini delle concessioni, con una proroga di tutte le concessioni, anche per quelle scadute», c'è da affrontare anche «la questione della tassazione del settore». Nelle prossime settimane, Forza Italia «ascolterà tutto il settore del gioco legale e lavorerà per un proposta di riordino che consegneremo al Governo», conclude.
MSC/Agipro

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