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Ultimo aggiornamento il 04/12/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

06/11/2020 | 08:45

Decreto Ristoro, Fipe: "Imprese di intrattenimento non essenziali? Serve un cambio di paradigma"

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Decreto Ristoro Fipe intrattenimento

ROMA - Alzare il coefficiente di moltiplicazione per il calcolo dei contributi destinati alle imprese della ristorazione e di intrattenimento, a cominciare da quelle che operano nelle zone rosse e arancioni, ulteriori settimane di Cassa Integrazione e liquidità a lungo termine: sono le proposte del direttore generale di Fipe-Confcommercio, Roberto Calugi, ascoltato in audizione nelle Commissioni riunite Finanza e Bilancio del Senato, per arginare lo "tsunami" che si è abbattuto sui Pubblici Esercizi negli ultimi nove mesi. Per Calugi, il 2020 è destinato a chiudersi con una perdita del 27%, pari a 26 miliardi di euro, senza contare le restrizioni imposte dal nuovo Dpcm. «Troppo spesso le nostre imprese sono ritenute attività non essenziali. Noi rigettiamo con forza quest'impostazione che troviamo profondamente sbagliata nel merito. Per far sopravvivere il settore, serve un cambio di paradigma».  Inoltre «non abbiamo remore a dire che gli imprenditori di questo settore non sono più in grado di sostenere i costi degli affitti che sono balzati dal 10% al 30% come incidenza del fatturato».
RED/Agipro

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