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Ultimo aggiornamento il 30/11/2020 alle ore 15:10

Attualità e Politica

04/11/2020 | 10:54

Decreto Ristoro, Senato: dubbi del Servizio Bilancio sulle stime del contributo a fondo perduto

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ROMA - Dubbi dei tecnici del Servizio Bilancio del Senato sulla platea di soggetti a cui è destinato il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Ristoro. Aver considerato insieme sia i soggetti che, «pur potendo, non hanno presentato l’istanza a maggio, ma ora la presenterebbero», sia i «soggetti con fatturato annuo maggiore di 5 milioni di euro (che quindi erano esclusi dal Decreto Rilancio)», per i tecnici «non consente di effettuare una verifica della correttezza della stima», per cui le due platee «andrebbero fornite in modo distinto». 
Inoltre, «considerato che le imprese con fatturato annuo superiore a 5 milioni di euro riceveranno un contributo minimo di 14mila euro (che potrebbe anche raggiungere il livello massimo di 150mila euro già in presenza, ad esempio, di un fatturato annuo di 27 milioni di euro e di una quota spettante del 200%)», per i tecnici del Servizio Bilancio «appare chiara l’esigenza di una esaustiva indicazione circa la ripartizione per fasce di fatturato dei nuovi beneficiari del contributo», per poter «procedere ad una verifica, perlomeno di massima, della correttezza della quantificazione». 
Considerando che le imprese a cui si riferisce il Decreto Ristoro «risultavano già ad aprile fra le più danneggiate dalle restrizioni vigenti» e che «il beneficio ora previsto è variabile» tra il 100% e il 400% (38 tipi di attività, tra cui sale giochi, bingo e scommesse, riceveranno il 200%) rispetto al contributo erogato con il DL Rilancio, i tecnici ritengono «complessivamente prudenziale la quantificazione dell’impegno unitario medio a carico delle finanze pubbliche». Gli oneri della Relazione Tecnica del Governo, «pari a 1.656 milioni di euro» per 324.232 beneficiari del contributo, «appaiono correttamente stimati».
MSC/Agipro

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