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Ultimo aggiornamento il 21/11/2019 alle ore 20:35

Attualità e Politica

04/11/2019 | 17:50

Decreto fiscale, Acadi: "Tassazione quintuplicata, aumenti indecenti su slot e VLT"

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Decreto fiscale Acadi

ROMA - «La pressione fiscale su un settore verticale dei giochi è passata dal 13% a 25%, su un'altra verticale è cresciuta dal 2% al 9%: stiamo parlando di una tassazione quintuplicata rispetto all'inizio della convenzione di concessione, cioè rispetto al momento in cui soggetti vengono selezionati con gara e contrattualizzati e in cui i concessionari realizzano tutti gli investimenti in tecnologia. Abbiamo messo nero su bianco, all'attenzione del presidente del Consiglio, del ministro delle Finanze e del direttore dell'agenzia delle Dogane e dei Monopoli che non sono escluse azioni a tutela dei propri interessi, per lo squilibrio concessorio generato da questi aumenti indecenti, visto e considerato che a ogni manovra economica si ricorre sempre alla copertura con aumenti di tassazione, in particolar modo su due tipologie di giochi». Lo ha detto Geronimo Cardia, presidente di Acadi, nel corso di un'audizione in Commissione Finanze alla Camera sul Decreto Fiscale. «Abbiamo fatto un calcolo: solo reddito di cittadinanza e quota 100 sono stati finanziati con aumenti di tassazione pesati circa un miliardo e mezzo di euro. Questo numero ci consente di dire che non è un normale aumento di tariffa, come normalmente vediamo applicato per esempio alle sigarette, che impatta direttamente sul consumatore. Ma è un numero che va a rosicchiare il margine a disposizione del sistema concessorio e dell'intera filiera, per poter finanziare tutti gli investimenti imposti dalla normativa e per pagare le migliaia di lavoratori questo concetto», ha spiegato. 
«Per la prima volta nella storia della nostra associazione, abbiamo scritto direttamente al presidente del Consiglio, al ministro delle Finanze e al direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - che è il nostro ente regolatore - spiegando che la misura è veramente colma e che, purtroppo, come associazione, non possiamo escludere che gli associati e le imprese del comparto possano avviare misure di mobilità, perché i margini si sono ridotti in maniera veramente eccessiva rispetto ai business plan che sono stati fatti a inizio della convenzione di concessione», ha continuato. 
A questo si aggiunge l'istituzione del registro unico degli operatori: quello che cambia rispetto al passato «è il contributo annuale che ognuno dei soggetti del gioco deve versare per avere titolo ad essere iscritto, quindi con una finalità di copertura e basta». Un'altra misura portata all'attenzione della Commissione da Cardia «è l'aumento del costo della proroga delle convenzioni di concessione delle scommesse e del Bingo», quest'ultimo da anni in proroga: «credo che questo sia il caso in cui le proroghe non vanno bene ai soggetti che si vedono prorogati i contratti», sottolinea. «Lo Stato si è reso conto che non può bandire le gare perchè sa perfettamente che le norme regionali sono caratterizzate da una normativa frastagliata e diversificata e impongono dei distanziometri che, all'atto pratico, rendono proibiti territori nel loro 98%», spiega.
Infine, conclude, nella manovra, «il grande colpo di scena: abbiamo trovato un'ulteriore tassazione sulle vincite dei giochi, in particolare sulle VLT». 
MSC/Agipro

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