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Ultimo aggiornamento il 19/11/2019 alle ore 13:02

Attualità e Politica

10/10/2019 | 16:00

Decreto fiscale e giochi, bozza: 70 milioni da concessioni scommesse e bingo, maxi multe a banche e carte di credito per pagamenti a operatori non autorizzati

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ROMA - La proroga delle gare per le concessioni scommesse e bingo, il rinvio della partenza delle slot da remoto, l'istituzione del Registro unico degli operatori del gioco (a cui dovranno iscriversi anche i titolari dei punti di ricarica dei conti di gioco a distanza) e dell'agente "sotto copertura", il blocco dei pagamenti a soggetti senza concessione e il contrasto all'evasione nel settore scommesse: sono alcune delle norme sui giochi contenute nella bozza del Decreto Fiscale che Agipronews ha potuto visionare e che dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri lunedì prossimo.

PROROGA GARE - Dalla proroga delle gare per le concessioni delle scommesse e del bingo dovrebbero arrivare quasi 70 milioni di euro. La proroga della gara scommesse si è resa necessaria «a seguito della sospensione, da parte del Consiglio di Stato, del Parere obbligatorio da rendere sugli atti di gara», si legge nella relazione tecnica. «È tecnicamente impossibile che la nuova gara venga conclusa nel corso del corrente anno» e, per «evitare la sospensione della raccolta per tali giochi, si rende necessario prevedere in via legislativa una proroga tecnica limitata ai tempi di svolgimento della nuova gara, con scadenza contestuale all’attribuzione delle nuove concessioni. La proroga avverrà a titolo oneroso per i concessionari» ed «è possibile stimare un’entrata su base annua di 52,8 milioni di euro». Il calcolo è presto fatto: attualmente «sono operativi 5.985 sale e 4.836 corner per la raccolta del gioco». A invarianza di costo per singolo diritto a titolo di una tantum, già previsto lo scorso anno (6.000 euro per le sale e 3.500 per i corner), la proroga onerosa dovrebbe portare alle casse dello Stato 52,8 milioni. Per proroga dell'attività delle 195 sale bingo, sarebbe «possibile stimare un’entrata su base annua nell’ordine di 17 milioni di euro», calcolata sulla base della cifra una tantum versata per quest'anno (90mila euro a sala).

RINVIO PER LE SLOT DA REMOTO - Ennesimo rinvio per le nuove slot con controllo da remoto, già previste dalla legge di bilancio 2016. L'iter del decreto ministeriale sulle regole tecniche di produzione non è si ancora concluso, «si rende pertanto necessario posporre la data di entrata in funzione» dei nuovi apparecchi, fissando un termine che tiene conto della tempistica stimata per la produzione delle nuove macchine (7-8 mesi)». La norma fisserebbe, quindi, la data a partire dalla quale non sarà più possibile rilasciare nulla osta per gli apparecchi di vecchia generazione «al nono mese successivo alla data di pubblicazione del decreto ministeriale» sulle regole tecniche di produzione. Entro un anno, poi, scadrà termine ultimo entro il quale dismettere le vecchie slot. La proposta - si legge nella relazione tecnica - «non ha alcun profilo di tipo economico e non ha alcun impatto sul bilancio statale, non comportando spese».

REGISTRO OPERATORI - Dal 1° gennaio 2020 tutti gli operatori - non solo quelli del settore degli apparecchi, ma anche i titolari dei punti di ricarica dei conti di gioco  - dovranno iscriversi al Registro unico degli operatori del gioco pubblico: è quanto si legge nella bozza del Decreto Fiscale che Agipronews ha potuto visionare e che dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri lunedì prossimo. La norma, oltre a permettere all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, «di migliorare il proprio presidio sul comparto dei giochi pubblici», dovrebbe portare alle casse dello Stato altri 12 milioni di euro all'anno: l'iscrizione al registro, infatti, costa 200 euro, moltiplicati per circa 100mila operatori (di cui 40mila già iscritti al R.I.E.S., i cui costi annuali di iscrizione ammontano oggi a 150 euro), «senza considerare l’aumento dell’importo per coloro che sono già iscritti al registro, per tenere conto di una possibile riduzione del numero complessivo degli operatori». Al registro dovranno iscriversi i proprietari, i produttori, i possessori e i concessionari per la gestione della rete telematica di slot e VLT, i concessionari del bingo e delle scommesse, i titolari dei punti di commercializzazione di prodotti di gioco pubblici, i titolari dei punti di commercializzazione delle lotterie istantanee e dei giochi numerici a quota fissa e a totalizzatore, i concessionari del gioco a distanza e i titolari dei punti di ricarica dei conti di gioco.

BLOCCO PAGAMENTI - Stretta sui pagamenti ai soggetti che raccolgono gioco in Italia senza concessione: la bozza del Decreto Fiscale introduce il divieto per gli operatori bancari, finanziari e postali e per i soggetti emittenti carte di credito «di procedere alle operazioni di trasferimento di denaro a favore di soggetti che raccolgono gioco in Italia, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, in mancanza di concessione o, comunque, di qualsiasi altro titolo abilitativo richiesto all’esercizio di tale attività», pena una sanzione amministrative pecuniarie da 300mila ad un 1,3 milioni di euro per ciascuna violazione accertata.

AGENTE SOTTO COPERTURA - Nella bozza si prevede anche un agente sotto copertura per «prevenire il gioco minorile ed impedire l’esercizio abusivo del gioco con vincita in denaro, contrastare l’evasione fiscale e l’uso di pratiche illegali». Per la copertura finanziaria sarà previsto un fondo di 100.000 euro - che grava sulle risorse proprie dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli - da utilizzare per effettuare operazioni di gioco, per «acquisire elementi di prova in ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco» a cui potrà accedere il personale dell'Agenzia, quello della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza. «Ogni operazione di gioco dovrà essere effettuata previo concerto con le competenti strutture dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli. Tutte le eventuali vincite conseguenti tali attività di controllo dovranno essere riversate nel medesimo fondo».

MAGGIORI CONTROLLI - La bozza del Decreto Fiscale prevede anche di afforzare la normativa antimafia per le società di giochi e ampliare i divieti già esistenti per l’esercizio di attività commerciali, locali o altri spazi all'interno dei quali sia offerto gioco pubblico. Il divieto di partecipazione alle gare o di rilascio, rinnovo e mantenimento delle concessioni viene esteso anche al caso in cui la persona condannata sia anche, «per le società partecipate da fondi di investimento o assimilati, il titolare o il rappresentante legale o negoziale ovvero il direttore generale della società di gestione del fondo». Inoltre, la norma vieta agli operatori che hanno commesso «violazioni definitivamente accertate, agli obblighi di pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali» di essere titolari o di gestire attività commerciali all'interno delle quali sia offerto gioco pubblico.

ZERO TASSE PER LA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI - I premi della lotteria degli scontrini che partirà dal 1° gennaio 2020 «non concorrono a formare il reddito imponibile né sono soggetti a tassazione ai fini delle imposte sui redditi ad altro titolo, per non disincentivare i contribuenti, considerate le finalità della lotteria». Per partecipare all'estrazione «è necessario che i contribuenti, al momento dell'acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all'esercente e che quest'ultimo trasmetta all'Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione». Previste anche sanzioni da 500 a 2.000 euro per l’esercente che, al momento dell'acquisto, «rifiuti il codice fiscale del contribuente o non trasmetta all'Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione».

MSC/Agipro

 

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