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Ultimo aggiornamento il 23/07/2026 alle ore 14:10

Attualità e Politica

23/07/2026 | 12:30

Dipendenze in Lombardia, i dati della sanità regionale: oltre 40 mila persone in cura, due su tre per sostanze, in crescita il Disturbo da gioco

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Dipendenze in Lombardia i dati della sanità regionale: oltre 40 mila persone in cura due su tre per sostanze in crescita il Disturbo da gioco

ROMA - In Lombardia, le persone seguite dai servizi sanitari regionali per una dipendenza patologica sono oltre 40 mila. È quanto emerge dal report "Dipendenze in Lombardia", elaborato da Data Room Nexus sui dati raccolti dalle Agenzie di Tutela della Salute (Ats), che fotografa la situazione nel 2024. Complessivamente, le prese in carico sono state 40.323: di queste, 26.570 riguardano le dipendenze da sostanze, 10.688 l'abuso di alcol e 3.065 il Disturbo da Gioco d'Azzardo (Dga).

I numeri della ricerca - Il quadro restituisce una netta prevalenza delle dipendenze da sostanze, che rappresentano quasi due terzi di tutti gli utenti seguiti dai servizi pubblici (65,9%), mentre l'alcol pesa per il 26,5%. Più contenuto, almeno in termini assoluti, è il fenomeno del gioco patologico, che rappresenta il 7,6% delle prese in carico complessive. Un dato che, tuttavia, merita un ulteriore approfondimento: proprio il Dga è infatti l'ambito che registra la crescita più significativa negli ultimi anni. Tra il 2021 e il 2024 le persone prese in carico per disturbo da gioco sono passate da 2.046 a 3.065, con un incremento di circa il 50% nell'arco di quattro anni. Tutte le Ats lombarde evidenziano un andamento crescente, con Milano che registra il numero più elevato di utenti (1.006), seguita da Bergamo (470), Insubria (427), Brianza (383) e Brescia (371).

Età e genere di chi si rivolge alle Ats - Il report evidenzia inoltre un profilo ricorrente tra le persone che accedono ai servizi. Le dipendenze colpiscono prevalentemente gli uomini adulti. Nel caso delle sostanze, gli uomini rappresentano circa l'86,6% del campione per cui sono disponibili i dati anagrafici, mentre per il gioco la quota sale all'87%. Anche per l'alcol permane una netta prevalenza maschile, sebbene con una presenza femminile relativamente più consistente, pari a quasi il 23%. L'età degli utenti varia a seconda della tipologia di dipendenza. Per le sostanze, la fascia più rappresentata è quella compresa tra i 36 e i 50 anni, seguita dai giovani adulti tra i 19 e i 35 anni. Diverso il quadro per l'alcol e il gioco, in cui prevalgono gli over 50, segno di un fenomeno che interessa soprattutto la fascia più adulta della popolazione. Restano numericamente limitati, ma ritenuti particolarmente rilevanti sotto il profilo sanitario e preventivo, i casi che coinvolgono minorenni: 569 per le dipendenze da sostanze, 31 per l'alcol e appena 4 per il gioco nelle Ats che hanno trasmesso il dettaglio anagrafico.

Il profilo socioeconomico - L'indagine consente anche di delineare il profilo socioeconomico degli utenti, sebbene in modo parziale. Per le dipendenze da sostanze emerge una condizione di particolare fragilità: i disoccupati (8.278) risultano leggermente più numerosi degli occupati (8.041), mentre prevalgono livelli di istruzione medio-bassi, con oltre 11.700 utenti in possesso della sola licenza elementare o media. Diversa la situazione per l'alcol e il gioco, in cui gli occupati rappresentano la categoria più numerosa, pur mantenendo una significativa presenza di persone in condizioni di vulnerabilità sociale. Lo stesso report invita, però, a leggere i dati con cautela. Diverse Ats – tra cui Insubria, Brescia, Pavia e Montagna – non hanno trasmesso integralmente le informazioni anagrafiche e socio-demografiche relative agli utenti per alcune tipologie di dipendenza. Questa disomogeneità limita la rappresentatività regionale di alcune elaborazioni.

Conclusioni - La fotografia che emerge è quella di un sistema sanitario chiamato a gestire un fenomeno complesso e articolato. Se le dipendenze da sostanze e alcol continuano a rappresentare il peso maggiore in termini di assistenza, il progressivo aumento delle prese in carico per il gioco patologico segnala una trasformazione del fenomeno che potrebbe richiedere un rafforzamento delle politiche di prevenzione e dei servizi dedicati. Il report conclude sottolineando la necessità di migliorare la qualità e l'omogeneità delle rilevazioni statistiche, così da disporre di strumenti sempre più efficaci per orientare la programmazione sanitaria regionale e gli interventi di presa in carico.

NT/Agipro

 

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