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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

18/07/2018 | 13:15

Divieto di pubblicità, Agire: “Gioco lecito tutelato da norme europee, pronti a difendere i nostri diritti”

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Divieto pubblicità Agire

ROMA - «Oggi il Governo pone divieti e aumenta la pressione fiscale, chiudendosi in sé stesso come fosse spaventato dalla complessità e specificità di un comparto che rappresenta un'attività economica lecita, a pieno titolo, tutelata anche e soprattutto dalla normativa europea. Ed è in Europa che arriveremo per la tutela dei diritti delle imprese». E’ quanto si legge in una nota di Agire, l’Associazione Gioco e Scommesse Rete Esercenti, che in merito alle norme contenute nel Decreto Dignità - divieto di pubblicità per il gioco e aumento del prelievo per slot e Vlt - ribadisce come «la chiusura del Governo alle ragioni dei lavoratori e delle imprese del gioco non può essere accettata. Negare il confronto significa ignorare totalmente le conseguenze delle scelte fatte che si riflettono su migliaia di lavoratori di un settore creato e gestito dallo Stato stesso».

Lo stop alla pubblicità è una misura proposta da anni, ma sul quale «nel frattempo nessun approfondimento è stato fatto per comprendere l’impatto non solo sociale ma anche economico che tale divieto avrebbe comportato sull’industria, sull’occupazione, gli effetti sulle entrate erariali, le conseguenze giuridiche che si sarebbero provocate».

Agire ritiene che il provvedimento non fornisce la certezza di centrare l’obiettivo primario, cioè la riduzione del gioco problematico. Il divieto «concepito dall’attuale Governo è talmente “globale” e “generalista” che sorge spontaneo chiedersi: l’abolizione dei messaggi pubblicitari in ambito di giochi e scommesse porterà alla riduzione della “ludopatia”?  Quanti sono i malati tra gli scommettitori sportivi?».

L’Esecutivo si trova di fronte a un bivio e dovrà «prendere una decisione chiara in un senso o in un altro. Vietare il gioco e tornare ai vecchi e neppure lontanissimi tempi del sommerso e dei mercati clandestini ovvero creare una politica di governo responsabile dei giochi. E' un atto dovuto proprio alla luce dell'allarme sociale che si è creato nel paese. Per far questo il Governo necessita di competenze, di conoscere, studiare esaminare i vari aspetti coinvolti».

Agire ritiene sia arrivato «il momento che i grandi concessionari e tutte le imprese coinvolte avviino un confronto» che tenga conto «delle esigenze che vengono dai territori e dalla filiera degli esercenti e dei gestori», cioè i soggetti che «vivono le difficoltà e le conseguenze concrete delle scelte politiche nazionali e locali».

RED/Agipro

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