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Ultimo aggiornamento il 27/10/2020 alle ore 21:06

Attualità e Politica

15/09/2020 | 14:43

Elezioni e giochi, speciale Liguria: dalla legge del 2012 al testo unico “fantasma”

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Elezioni e giochi speciale Liguria: dalla legge del 2012 al testo unico “fantasma”

ROMA - La vicenda relativa alla normativa ligure antiludopatia testimonia proprio del diverso approccio dei due versanti politici in materia di gioco. La legge “Disciplina delle case da gioco”, fu approvata il 30 aprile 2012, ai tempi della seconda giunta Burlando, centrosinistra. Prevedeva che l'autorizzazione all'esercizio delle slot fosse concessa solo alle attività ubicate a più di 300 metri dai luoghi sensibili (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, ecc.). Tutti gli esercizi già esistenti al momento dell'entrata in vigore della legge dovevano adeguarsi entro un periodo di cinque anni. Ciò significava che a partire dal 1° maggio 2017, almeno il 90% delle autorizzazioni concesse all'interno del territorio regionale sarebbe divenuto carta straccia. 

Con l'avvicinarsi della scadenza, crebbe la pressione delle rappresentanze delle imprese di gioco e degli esercenti, sul piede di guerra per le prevedibili ricadute occupazionali. La giunta di centro-destra presieduta da Giovanni Toti, nel frattempo eletta al governo della regione, ha quindi optato per la proroga di un anno della scadenza, approvata in Consiglio regionale il 1° aprile 2017, dopo un serrato dibattito politico con le opposizioni.
L'obiettivo della giunta era quello di arrivare a una nuova legge prima del termine della proroga, il che non è accaduto. Cosicché, il 24 aprile 2018 si è resa necessaria una nuova proroga, stavolta sine die, della sospensione della vecchia legge.
Il “testo unico”, che avrebbe dovuto sostituire la legge del 2012, da una parte disponeva l'ampliamento da 300 a 500 metri della distanza di sale e apparecchi da scuole, luoghi di culto, ospedali e altri luoghi sensibili; dall'altro, limitava il rispetto del distanziometro alle nuove aperture, salvaguardando quindi le autorizzazioni già esistenti.
Nei mesi successivi, del testo unico si sono perse le tracce. La Liguria è attualmente ancora in regime di proroga. 
MF/Agipro

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