Attualità e Politica
15/03/2023 | 11:14
15/03/2023 | 11:14
ROMA - "Il canale dei Punti vendita ricarica (Pvr) è cresciuto negli ultimi anni, grazie anche alla pandemia, ma continua ad evolvere. Lo vediamo anche dall'uso dei mezzi di pagamento. Vediamo che l'uso del contante per le ricariche è sceso, in 4 anni, dal 65% al 56% del totale, mentre i prelievi sono passati dal 52 al 45%. Al contempo, l'utilizzo del mobile per giocare è salito oltre l'80 per cento del margine lordo. Il che vuol dire che il giocato teoricamente intermediabile al punto è meno del 7%, escludendo le scommesse da smartphone e gli altri giochi. Dunque il 45% di prelievo al punto vendita rappresenta una preferenza del giocatore e non è associato alla intermediazione. È una caratteristica strutturale del giocatore, che accomuna quello del pvr con quello della sala, anche se nel primo caso l'operazione è tracciata, nell'altro no. Il tema è importante: con oltre 50mila pvr e migliaia di sale, qual è il ruolo del contante per il sistema? Il consumatore lo preferisce, dunque un intervento drastico potrebbe compromettere il sistema considerando il probabile ritorno alla illegalità". Lo ha detto Marco Castaldo, Ceo di Microgame, nel corso di un convegno a Enada Rimini. Le sfide del futuro – sottolinea Castaldo – partono dalla multimedialità: "I due canali (online e retail) hanno caratteristiche e economici molto diversi tra loro. Una unica concessione per entrambi i business porrebbe delle questioni di politica industriale e concorrenza. Ci si deve concentrare sulle cose possibili da fare in tempi rapidi, credo ancora con due concessioni separate. Ad esempio, gli operatori tendono ad avere lo stesso palinsesto di giochi e devono concentrarsi sui mezzi per ingaggiare e fidelizzare il giocatore: promozioni e formule di gamification che attraversino i due canali sono le strategie da seguire. Tornando alla regolamentazione, il nodo cruciale è il conto di gioco, la fonte dei denari in sala o online. Si potrebbe prendere esempio da altri paesi dove i due canali si interfacciano". Il tema delle promozioni è centrale in questa fase del mercato. Secondo una ricerca illustrata da Mauro De Fabritiis di Mdf&partners, "il 47% degli operatori online "puri" – e il 39% della filiera dei Pvr - punta sui bonus come strumento di promozione del gioco, mentre il 37% di quelli omnichannel sceglie il meccanismo del cashback. L'8% di tutte le categorie di operatori punta sul montepremi, mentre i 'free spin' (la possibilità di girare i rulli delle slot senza deposito, ndr) sono offerti dal 6%, prevalentemente da aziende che operano online. Per quanto riguarda i pagamenti online, le carte di credito/debito e i transfer sono ancora gli strumenti dominanti nel mercato, ma gli e-wallet sono in crescita e sono offerti dal 70-90% degli operatori. L'altro tema forte sul tavolo del settore è quello del responsible gaming. "Un'espressione che mi piace poco – riprende Castaldo – perché preferisco il gioco sostenibile. Deve esserci una spinta verso gioco come intrattenimento e di contemperanza con le perdite sostenibili da parte del giocatore. I limiti e i controlli non sono facili da imporre agli operatori, dovremmo pensare ad offrire intrattenimento "affordable", coerente con il futuro del settore. Siamo un paese con uno dei mercati di gioco più importanti ma che non dispone di una ricerca annuale affidabile su cui basare gli interventi normativi, questo è incredibile. L'auspicio è che in un contesto in tale cambiamento, la politica ascolti l'industria definendo regole all'altezza dei tempi e delle aspettative del mercato".
RED/Agipro
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