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Ultimo aggiornamento il 22/07/2018 alle ore 09:01

Attualità e Politica

16/03/2018 | 12:25

Enada Primavera, Casella (AD Microgame): "Siamo porta d'accesso al mercato italiano, inasprire le pene per raccolta irregolare"

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Enada Primavera Casella AD Microgame

RIMINI - Bando online, accesso al mercato italiano, contrasto al gioco illegale. Sono gli argomenti affrontati nell'intervista che Massimiliano Casella, Amministratore Delegato di Microgame, ha concesso ad Agipronews.
    
Casella, come spiega il poco interesse - almeno finora - per le nuove concessioni online in vendita?
Abbiamo consegnato la nostra richiesta, rinnoveremo così una delle nostre concessioni che utilizzeremo per il network. La situazione non ti sorprende che ci siano così poche offerte: è difficile farsi spazio con un mercato così pieno. Anche il territorio è saturo di offerta, quindi i (pochi) grandi operatori internazionali che non sono ancora in Italia hanno ovviamente delle perplessità. Potrebbero invece presentarsi dei soggetti italiani, che hanno intenzione di ampliare il proprio business o rimodulare la propria offerta.  

C'è anche un problema di tecnologia?
Sì certamente, il sistema italiano è difficile da approcciare dal punto di vista tecnologico. Il nostro slogan è che Microgame rappresenta la "porta d'ingresso al mondo del gioco". Siamo pronti a supportare gli operatori esteri che hanno bisogno di una "start-up" rapida e efficiente. SportPesa è un esempio recente di collaborazione con un colosso estero che intende avviare un business in Italia. Anche nel retail, stiamo stringendo diversi accordi per il set-up di reti di raccolta, che saranno lanciate nei prossimi mesi.

Esiste ancora un fenomeno di business non regolamentato ".com". Malta è intervenuta recentemente cancellando o revocando licenze, cosa è cambiato davvero?
Indubbiamente la pressione delle autorità ha portato effetti positivi sul territorio, anche se persiste un fenomeno di irregolarità completamente fuori dai radar. Intendo dire che diversi soggetti operano senza concessioni o licenze di alcun paese, e sono presenti in punti vendita sparsi in tutta Italia. La tecnologia consente ormai di vendere prodotti di ogni genere. Mi rendo conto che è difficile contrastare questo fenomeno, a mio avviso sarebbe il caso di inasprire le pene una volta per tutte.

NT/Agipro

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