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Ultimo aggiornamento il 23/05/2019 alle ore 13:02

Attualità e Politica

14/03/2019 | 15:15

Enada Primavera, Mattia (Univ. Roma Tre): "Sulla dipendenza non è dimostrata correlazione tra ticket redemption e azzardo"

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Enada Primavera ticket redemption:

RIMINI - Non emergono studi significativi e scientificamente validati che dimostrino relazione fra dipendenza da giochi di abilità - tra cui le "ticket redemption", le macchine da intrattenimento presenti nei centri commerciali o nelle sale dedicate alle famiglie - e la propensione a comportamenti problematici di gioco con vincite in denaro. Sono le prime conclusioni dello studio accademico, commissionato all'Università di Roma Tre, da Sapar e dal Consorzio Fee, per analizzare le caratteristiche dei giochi e il comportamento di genitori e minori. A illustrare la fase iniziale del progetto di analisi è stato Giovanni Mattia, professore di Economia aziendale nell'ateneo romano. «La ricerca è composta di sei fasi, finora ne sono state completate due - ha spiegato nel corso dell'incontro "Amusement, presunto colpevole" a Enada Rimini - Dall'esame di articoli scritti sull'argomento dal 1980 al 2018 è emerso che nessuno fino a oggi si è posto il problema della correlazione tra dipendenza da giochi di abilità e dipendenza da giochi d'azzardo». Nelle analisi preliminari effettuate finora non sono emersi dati sull'esistenza di pazienti (soprattutto bambini e adolescenti) in cura presso di centri di ascolto psicologici a causa della dipendenza da giochi di abilità, con o senza ticket redemption. «L'assenza di tali studi è un tema da affrontare», ha proseguito Mattia. Nelle fasi successive del progetto, che verrà terminato entro il 2019, «verrà effettuata un'analisi esplorativa con focus group, interviste e osservazione in un campione di sale giochi per famiglie - ha continuato - Verrà sottoposto un sondaggio su un campione di almeno 700 bambini e adolescenti tra i 4 e i 17 anni e 300 tra genitori e nonni». Da qui, ha concluso Mattia, verranno interpretati i risultati e le conclusioni per quanto riguarda l'Italia, dati che poi saranno estesi per l'indagine in altri Paesi e l'approfondimento sull'eventuale correlazione da dipendenza da "gaming" e quella da gioco d'azzardo.
LL/Agipro

 

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