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Ultimo aggiornamento il 18/05/2021 alle ore 13:00

Attualità e Politica

27/03/2021 | 16:44

Videoforum “Riforma dell’ordinamento sportivo” oggi in tv, si discute anche di giochi: Mef, Adm, Snaitech e Sisal a confronto su riaperture, riordino e contrasto al mercato illegale

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ROMA - Giochi in affanno e senza prospettive di ripartenza immediata, dopo la decisione di mantenere l'intero paese in zona rossa e arancione per tutto il mese di aprile. Il settore delle scommesse ha sofferto un 2020 durissimo a causa del lockdown. La pandemia ha accentuato le difficoltà recenti del mercato, dovute in particolare a due provvedimenti normativi: decreto Dignità e fondo Salvasport. I temi, introdotti dal vicedirettore di Agipronews, Nicola Tani, saranno trattati oggi durante il convegno sulla riforma dell'ordinamento sportivo, trasmesso a partire dalle 16 su Class CNBC (canale tv 507 di Sky) e in streaming da classagora.it e italiaoggi.it. L'evento - cui hanno partecipato anche il presidente del Coni, Malagò, e il numero uno della Figc, Gravina - prevede, in chiusura, una tavola rotonda dedicata proprio al settore del gioco. Tra i relatori, il direttore dell'Agenzia delle Dogane e monopoli Marcello Minenna, il sottosegretario all'Economia Claudio Durigon, il Ceo di Sisal Francesco Durante e l'Ad di Snaitech, Fabio Schiavolin. Tra le principali criticità per il settore, spicca il decreto Dignità, varato due anni e mezzo fa dal governo Conte-1, che impedisce agli operatori del gioco legale di poter pubblicizzare i propri prodotti, in ogni modo e attraverso qualunque canale. L’altra norma controversa è il decreto «Salvasport», che ha introdotto - proprio durante il lockdown e quindi con la rete delle agenzie chiuse - una tassa dello 0,50% sugli incassi: il contributo già versato nel 2020 è stato di 40 milioni, mentre quest'anno la filiera verserà 50 milioni. Il bilancio complessivo è pesante: un anno dopo l'inizio della pandemia, la rete giochi (10 mila punti sportivi e circa 6.500 ippici) è ormai al collasso, con ricavi azzerati per otto mesi nell'ultimo anno e ristori troppo ridotti per risultare efficaci. Per un cambio di passo, secondo Durigon, Minenna, Schiavolin e Durante, non c'è che una strada: riaprire rapidamente le sale, ricomporre con un piano organico il conflitto tra norme statali e regionali, combattere il gioco illegale.

NT/Agipro

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