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Ultimo aggiornamento il 19/09/2018 alle ore 13:47

Attualità e Politica

01/02/2018 | 12:38

"Game Over", nel 2016 Aams stoppò l'espansione della società di Bacchi: no al condono per altre 700 agenzie

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Game Over AAMS BACCHI

ROMA - Furono i Monopoli di Stato a stoppare poco più di un anno fa l'espansione di Phoenix Limited, la società che fa capo all'imprenditore Benedetto "Ninni" Bacchi, arrestato questa mattina perché ritenuto in affari con Cosa nostra dalla Procura di Palermo. L'operatore maltese, che aveva "sanato" circa 50 agenzie, presentò un'istanza a piazza Mastai - in particolare al Direttore Giochi Roberto Fanelli e al capo dell'Ufficio Scommesse Pietro Ferrara - contenente un'altra lista di diverse centinaia di centri da sanare. L'operazione fu sostenuta da lobbisti e parlamentari, tanto è vero che solo pochi giorni dopo il primo passaggio formale della procedura (e il relativo ok ai 50 punti da parte di Aams), in Parlamento era stata approvata una raccomandazione della senatrice Pd Maria Spilabotte. L'obiettivo dell'atto parlamentare era chiedere al Governo di valutare l’opportunità, per quegli operatori che avessero aderito alla sanatoria in maniera rilevante oppure che avessero presentato un’istanza di regolarizzazione di almeno 700 centri (esattamente il caso di Phoenix Limited), di prorogare la scadenza del condono e di ridurre - da 10mila a 3mila euro - la somma da versare per sanare le agenzie. Successivamente, anche nell'ambito della discussione sul Decreto Enti locali, il Mef aveva di nuovo valutato l'ipotesi di riaprire i termini della sanatoria, prima di decidere per uno "stop" definitivo. Le regole per il condono delle agenzie estere, in definitiva, non erano mai state modificate e per questo l'Agenzia delle Dogane - in una lettera inviata a Phoenix Limited nell'ottobre del 2016 - aveva risposto con un secco "no" alla richiesta di sanare altri 700 punti Phoenix, imponendo inoltre lo smantellamento immediato della rete non autorizzata di agenzie.

NT/Agipro

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