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Ultimo aggiornamento il 21/06/2018 alle ore 09:25

Attualità e Politica

14/06/2018 | 17:15

Operazione “Game Over”: no della Cassazione a richiesta scarcerazione, Bacchi chiederà di essere interrogato dai Pm

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ROMA - La Quinta sezione della Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di scarcerazione per Benedetto Bacchi e Antonio Lobaido, i due principali indagati di “Game Over”, che dunque restano rispettivamente detenuti a Udine e Palermo. Durante il blitz ordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo lo scorso primo febbraio, furono arrestate 31 persone e poste sotto sequestro oltre 40 agenzie di scommesse. Le accuse vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa al riciclaggio, dalla concorrenza sleale alla truffa allo Stato. L’Avvocato Antonio Ingroia, che rappresenta i due imprenditori, dichiara ad Agipronews che «non sono stati riconosciuti i numerosi elementi presentati dalla difesa, che dimostrano l’assoluta estraneità dei due indagati. Nel corso della prossima settimana, presenteremo al Gip di Palermo una nuova istanza di scarcerazione per LoBaido. Per Bacchi la situazione è diversa: chiederà di essere interrogato dalla Procura, al contrario di quanto deciso fin qui». A Bacchi e alla sua famiglia sono stati sequestrati beni per oltre 4 milioni di euro. Sigilli anche alle quote sociali e all’intero patrimonio aziendale della Phoenix International Ltd, società di diritto maltese cui facevano capo le agenzie di scommesse distribuite su tutto il territorio nazionale. Grazie alla sua capacità di stringere accordi particolarmente vantaggiosi con Cosa nostra, secondo le indagini, Ninni Bacchi - imprenditore di Partinico - aveva strutturato una rete commerciale basata su differenti livelli di responsabilità e, conseguentemente, proporzionali percentuali di distribuzione degli utili.
NT/Agipro

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