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Ultimo aggiornamento il 17/10/2018 alle ore 12:02

Attualità e Politica

23/05/2018 | 17:00

Operazione "Tris di donne", in manette il boss Sechi: soldi "sporchi" in una sala scommesse di Genova

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Genova blitz antimafia Tris di donne

ROMA - Un arresto, 14 indagati, beni e società sequestrati per un valore di circa 700mila euro: è il bilancio dell'operazione "Tris di donne" condotta dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Genova. In manette è finito Roberto Sechi, 52 anni, già condannato in via definitiva nel 2006 per associazione mafiosa perché legato al clan di Salvatore Fiandaca, per cui gestiva il totonero. Secondo la nuova indagine Sechi avrebbe gestito, tramite prestanome, alcuni locali che gli erano stati confiscati in via definitiva nel 2012. Secondo l'accusa Sechi avrebbe anche immesso soldi in una sala scommesse di via Casaregis. L'inchiesta è nata dopo l'arresto a Genova di Rocco Falsaperla, pregiudicato accusato di tentata estorsione commessa a Nardò (Le): l'uomo contatta Sechi, che conosceva perché erano stati in carcere insieme, e gli chiede aiuto. Sechi lo ospita e lo mette a lavorare, in nero, per una delle sue creperie. Dalle intercettazioni della procura di Lecce emerge dunque che i beni che erano stati confiscati erano rientrati nella disponibilità di Sechi. «L'operazione di oggi - spiega il procuratore aggiunto Francesco Pinto - dimostra come le infiltrazioni mafiose, nelle attività economiche, ci sono anche al Nord e in Liguria. Quello scoperto è proprio un caso di scuola che dimostra come sia difficile per un amministratore giudiziario la gestione di beni confiscati».
RED/Agipro

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