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Attualità e Politica

20/12/2019 | 16:07

Giochi in Emilia-Romagna, Rusciano (Astro): "La proroga non arriva, lo studio della Cgia Mestre servirà a far riflettere la nuova giunta"

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ROMA - «In Emilia-Romagna sembrerebbe non essere stata trovata alcuna soluzione in grado di contemperare le esigenze di salvaguardia della salute pubblica con quelle di tutela dell’occupazione e della libertà economica. Nonostante le precedenti aperture -ad oggi- nessuna proroga alla Legge regionale e, se la situazione non muta nei prossimi giorni, lo scenario che si prospetta davanti è facile da immaginare: le aziende chiuderanno e saranno costrette a licenziare, e paradossalmente, la Regione che ha visto celebrare il primo processo contro il gioco illegale, sarà proprio quella che riaprirà le porte al circuito clandestino avendo decretato l'espulsione dell'offerta di gioco lecito. L’Emilia-Romagna resta ormai l'unica regione in Italia a non essersi concessa un momento di riflessione». L’avvocato Isabella Rusciano di Astro commenta così lo stallo che si registra in Emilia-Romagna dopo l’incontro avuto lo scorso 3 dicembre tra il governatore Bonaccini e i rappresentanti del settore, in cui era stata ventilata un’apertura ad una proroga da parte della Regione Emilia-Romagna.
«Come As.tro continueremo ad occuparci attivamente del caso Emilia-Romagna. Già il prossimo 15 gennaio verrà presentato lo studio inedito realizzato dalla CGIA Mestre che sarà focalizzato sulla dimensione economica dell'industria del gioco in Emilia-Romagna e che fornirà una proiezione della stessa alla luce della legislazione nazionale e locale. Il nostro auspicio è che i dati contenuti all'interno dello studio della CGIA Mestre possano essere un supporto fondamentale -soprattutto per la classe politica che si insedierà in Regione dopo le elezioni del 26 gennaio- per mettere a fuoco la situazione del comparto a livello regionale, considerando proprio la delicatissima situazione che, specialmente sul piano aziendale ed occupazionale, si sta registrando oggi sul territorio emiliano-romagnolo», conclude l’avvocato Rusciano.
RED/Agipro

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