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Ultimo aggiornamento il 16/12/2018 alle ore 11:00

Attualità e Politica

15/11/2018 | 13:30

Giochi, mobilitazione nazionale dei sindacati: "Da distanziometro e orari danni all'occupazione"

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Giochi Emilia Romagna lavoratori Piemonte Lazio Puglia

ROMA - Prenderà il via domani 16 novembre la mobilitazione nazionale dei 150mila lavoratori del settore del gioco legale #VogliamoUnGiocoPulito indetta congiuntamente dalle federazioni nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs contro la stretta normativa introdotta dagli Enti Locali e dal Governo. Sotto i riflettori dei sindacati i provvedimenti legislativi adottati da alcune amministrazioni regionali e comunali, come il distanziometro e la riduzione degli orari di apertura, e le nuove misure introdotte con la recente manovra finanziaria, che, stigmatizzano le tre sigle, «rischiano solo di produrre nuove elusioni» e che «stanno già avendo effetti negativi sull’occupazione nella filiera del gioco legale in assenza di un confronto con le Parti Sociali». Diverse le iniziative promosse a livello regionale. In Piemonte i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, già scesi in piazza lo scorso 18 settembre, hanno sollecito un incontro alla Regione Piemonte con il coinvolgimento diretto di una delegazione dei lavoratori del settore gioco legale. In Emilia Romagna a Bologna, dove sarà presente anche il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto, le tre sigle promuoveranno un presidio a partire dalle ore 11.00 davanti la sede della Prefettura per chiedere che “legalità e buona occupazione, insieme a strumenti di contrasto alle forme di dipendenza” diventino la priorità del settore; stessa iniziativa nel Lazio dove i sindacati e i lavoratori manifesteranno a Roma dalle 10.00 alle 13.00 sotto la sede della Prefettura in Piazza Santissimi Apostoli. In Puglia la campagna di mobilitazione avviata dai sindacati lo scorso 30 ottobre proseguirà con presìdi promossi dalle ore 9.30 davanti le sedi delle Prefetture di Bari, Foggia, Legge, Taranto e Brindisi.
RED/Agipro

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