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Ultimo aggiornamento il 18/08/2018 alle ore 09:16

Attualità e Politica

11/06/2018 | 11:39

Forlì chiude le sale, Astro: "Trasferimenti irrealizzabili, gli esercenti facciano ricorso al Tar"

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Giochi Forlì Astro sale

ROMA - «È di queste ore la sorprendente iniziativa del Comune di Forlì che sta comunicando agli esercenti interessati l’obbligo di chiusura, entro fine mese, delle sale VLT poste a meno di 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili, in pretesa conformità alla L.R. 5/13. Sono concessi agli operatori poco più di venti giorni per dismettere l’attività aziendale, con l’unica alternativa possibile del trasferimento in un altro luogo del territorio comunale». Lo rende noto l'associazione dei gestori Astro in una nota. «Detto trasferimento, però, dai dati in nostro possesso, non è realizzabile perché nel territorio forlivese non vi sarebbero “spazi” disponibili per le decine e decine di attività coinvolte, anche alla luce delle norme del piano regolatore vigente che consentono, ovviamente, l’esercizio delle attività di sale gioco solo in alcune zone», si legge ancora. «Gli imprenditori del settore confidavano che il Comune sospendesse l’iter accettando la loro presenza nel forlivese, visto che nel provvedimento di dicembre contenente la mappatura era previsto espressamente che le lettere di chiusura sarebbero state inviate agli operatori solo dopo il recepimento a livello nazionale dell’intesa della Conferenza Stato-Regioni», continua la nota. «Gli imprenditori interessati possono subito rivolgersi al Tar, i tempi imposti dal Comune di Forlì impongono di richiedere una misura presidenziale che sia monocratica e ante causam, motivata sul repentino cambio di rotta, rispetto alle precedenti determinazioni, del Comune di Forlì e sul termine irrisorio previsto per la chiusura», ha spiegato l’avvocato Filippo Boccioletti, che affianca Astro nei rapporti con le istituzioni emiliano–romagnole regionali e locali e che sta monitorando l’applicazione da parte dei singoli comuni delle norme sulle distanze dai luoghi sensibili.
RED/Agipro

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