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Attualità e Politica

18/11/2021 | 11:42

Giochi, Frosini (Senior VicePresident Igt): “Testo Unico auspicabile, dobbiamo seguire percorso che preveda riordino e armonizzazione del modello”

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Giochi Frosini (Senior VicePresident Igt): “Testo Unico auspicabile dobbiamo seguire percorso che preveda riordino e armonizzazione del modello”

ROMA - «L’istituto della concessione discende dalla riserva dello Stato. I comportamenti conseguenti dello Stato, però, sono stati quelli di violare questo concetto, soprattutto nella normativa regionale o addirittura comunale. Questi sono problemi seri, giusti; il gioco ha un’immagine controversa perché viene da un ambito piuttosto discutibile negli anni precedenti alla grande legalizzazione. L’effetto di questa decisione di legalizzare fu la creazione di una rete troppo capillare, ma gli stessi operatori dell’industria sarebbero attualmente disposti a valutarne la riduzione. Una rete specialistica, che potrebbe essere sicuramente armonizzata, potrebbe rappresentare in poco tempo il cuore di questo». Lo ha detto Giuliano Frosini, vice president Pubblic Affairs IGT, nel corso del webinar "Oltre le incertezze. Verso il riordino del gioco legale".

Frosini, poi, ha sottolineato come «il testo Unico è auspicabile, se decidiamo di adottare un modello normativo semplice che porti alle gare, può rappresentare un metodo. Certo, se le istituzioni hanno fatto fatica ad attuare normative previste, vedo complicato applicare una legge delega. Io seguirei un percorso che preveda riordino e armonizzazione del modello. Secondo me è arrivato il momento di fare una valutazione per passare da un modello concessorio per prodotti a uno mirato al punto vendita che gestisce il gioco fisico. Le tabaccherie continuano a fare il presidio che già fanno e poi vi è una rete specialistica. Così, in ciascun luogo posso scegliere di fruire dell’offerta che più mi aggrada. Sul tema della compartecipazione al gettito, fare leggi regionali o discutere limitazioni territoriali produce un impatto sui conti del governo centrale. Sicuramente il territorio deve adoperarsi per la parte repressiva, da sanzioni e controlli possono affluire risorse agli enti locali. L’idea è quella di poter avviare un percorso in cui non tenere buoni gli enti locali con porzione di gettito, ma presupporre che la regolazione territoriale possa essere sostenibile. Io non un’idea chiara su quale sia la cosa migliore; non è con la repressione della polizia che possiamo ottenere un risultato ma attraverso un percorso ragionato. Se ci sono meno punti saranno più efficienti, più vantaggiosi e maggiormente controllati», ha concluso.

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