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Ultimo aggiornamento il 26/10/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

22/04/2020 | 12:31

Giochi, Ginestra (A.GI.SCO): “Necessari provvedimenti urgenti per sostenere il settore”

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Giochi Ginestra agisco

ROMA - Annullare le scadenze di pagamento di giugno e luglio di canone di concessione e del contributo per la proroga delle concessioni (e disporre che gli importi già versati siano considerati validi fino al 31 dicembre 2021), prevedere la sospensione (o perlomeno una congrua rimodulazione) delle aliquote dell'Imposta Unica sulle Scommesse e del Prelievo Unico Erariale (PREU) per il 2020, emanare una norma nazionale che autorizzi l’attività di raccolta per 16 ore al giorno sull’intero territorio nazionale e una norma nazionale che imponga al sistema bancario di concedere credito alle imprese del settore giochi. Sono alcuni provvedimenti urgenti e specifici di sostegno, elencati da Francesco Ginestra, Presidente di A.GI.SCO, in una lettera inviata al ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, al sottosegretario Pier Paolo Baretta e al direttore generale ADM, Marcello Minenna, per illustrare la situazione del settore del gaming.
Per quanto riguarda il canone di concessione, Ginestra ricorda che «i concessionari hanno già versato il canone di concessione del primo semestre 2020 (entro il 16 gennaio 2020) e il 50% della “proroga onerosa”, oltre ad aver dovuto adeguare le garanzie previste dalle convenzioni di concessione». Tali versamenti «saranno integrati con il canone di concessione del secondo semestre 2020 (entro il 16 luglio 2020) e con il rimanente 50% della proroga onerosa delle concessioni (entro il 30 giugno 2020)». Attualmente l’attività di raccolta scommesse è sospesa e non si sa quando sarà possibile ricominciare e che, alla ripresa dell’attività. Inoltre, sottolinea, «la raccolta non tornerà al livello precedente a causa della sospensione degli eventi sportivi sui quali scommettere, delle misure di contingentamento sociale che ridurranno gli afflussi nei locali di gioco e della crisi economica che ha ridotto sensibilmente la disponibilità dei giocatori». Le imprese «si stanno indebitando per far fronte alla sospensione dell’attività ed ancor di più si indebiteranno per poter adempiere a quanto sarà necessario fare per poter riprendere l’attività in sicurezza: un primo provvedimento concreto potrebbe essere quello di annullare le scadenze di pagamento di giugno e luglio di canone di concessione e del contributo per la proroga delle concessioni e di disporre che gli importi già versati siano considerati validi fino al 31 dicembre 2021, garantendo così un orizzonte temporale di 18 mesi per far fronte agli impegni assunti e da assumere».

I vari provvedimenti finora emanati, ricorda Ginestra, «non hanno disposto la sospensione, né la proroga dei versamenti dell’Imposta Unica sulle scommesse. Per il PREU è stata invece unicamente disposta la sospensione del calcolo forfettario previsto in caso di mancata lettura degli apparecchi da intrattenimento: riteniamo sia opportuno prevedere la sospensione (o perlomeno una congrua rimodulazione) delle aliquote dell’IU e del PREU per l’anno 2020, al fine, anche in questo caso, di dotare della necessaria liquidità le imprese per far fronte alla crisi». Inoltre, «considerando che alla ripresa dell’attività di raccolta sarà necessario contingentare gli ingressi nei locali di gioco, è necessario che sia garantita la maggiore operatività possibile, superando i limiti definiti in maniera estemporanea e disomogenea da provvedimenti degli enti locali. È dunque necessaria l’emanazione di una norma nazionale che autorizzi l’attività per lo meno di 16 ore al giorno sull’intero territorio nazionale». Infine, «da tempo gli istituti di credito rifiutano finanziamenti alle imprese che operano nel comparto facendo leva su specifici “codici etici” adottati, pur in presenza di rapporti bancari in essere e della sussistenza dei requisiti finanziari e patrimoniali delle imprese. È dunque necessaria l’emanazione di una norma nazionale che imponga al sistema bancario di concedere credito alle nostre imprese, ovviamente a fronte delle necessarie ed adeguate verifiche, ma senza una preclusione di natura “etica”», conclude Ginestra, ribadendo la disponibilità a un confronto con le istituzioni.
RED/Agipro

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