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Ultimo aggiornamento il 17/04/2021 alle ore 20:46

Attualità e Politica

17/03/2021 | 07:41

Coronavirus, Guerra (Mef): "Riapertura di sale giochi e scommesse consentita appena la pandemia sarà sotto controllo"

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ROMA - «Per il Governo, il settore del gioco, con i suoi 150.000 occupati e le sue migliaia di aziende, sarà, come tutto il resto del mondo produttivo, oggetto di forte attenzione e ne sarà consentita la riapertura, paritariamente a tutti gli altri settori produttivi, appena la diffusione dell'epidemia da Covid-19 lo consentirà». È la risposta del sottosegretario all'Economia, Maria Cecilia Guerra, all'interrogazione presentata in Commissione Finanze al Senato da Marco Perosino (Forza Italia), che sollecitava «la riapertura dei luoghi adibiti al gioco legale», la cui «chiusura prolungata a causa della pandemia ha comportato un incremento del gioco illegale e del fenomeno della ludopatia, e del suo contributo all'occupazione e alle entrate erariali».
«Il Governo - anche per ovvie ragioni di entrate erariali legate al gioco pubblico - ha sempre tenuto in grande considerazione il settore che, però, non può in alcun modo travalicare il superiore interesse (costituzionalmente tutelato) alla salute pubblica», ha sottolineato Guerra. «Ne sono dimostrazione i diversi incontri avuti dalle associazioni di categoria con i rappresentanti del Governo e con la stessa Agenzia delle dogane e dei monopoli, volti ad individuare protocolli di sicurezza che consentano, appena la decelerazione dell'epidemia lo permetta, la pronta riapertura dell'intero comparto del gioco pubblico», ha continuato il sottosegretario, ricordando «l'inserimento dei Codici Ateco degli operatori del gioco pubblico fra quelli che hanno potuto e potranno beneficiare dei cosiddetti "ristori"» e «le numerose norme di legge e determinazioni del Direttore Adm che hanno previsto proroghe o rateazioni di imposte, riduzioni di obblighi e condizioni, sospensioni di oneri amministrativi, tutti nell'ottica di alleviare il forte peso derivante dalla sospensione delle attività».

Già nelle prime fasi della pandemia, «la scelta del Governo è stata quella di evitare il più possibile le occasioni di contagio, intervenendo con prontezza in particolare in quei luoghi ed esercizi nei quali, per loro caratteristiche o per le attività ospitanti, potesse esserci la presenza di più persone o la formazione di assembramenti», ha spiegato Guerra. Con l'inasprirsi dell'emergenza, poi, è stata decisa «la sospensione delle attività di tutti gli esercizi non necessari fra i quali, per ovvi motivi, sono sempre stati ricompresi tutti i luoghi di intrattenimento», ha ricordato Guerra. «Fin quando l'emergenza lo ha consentito, il gioco pubblico ha regolarmente funzionato e anche quando, nel mese di agosto, a seguito di un nuovo inasprimento della pandemia, si è deciso di intervenire sospendendo le attività di altri luoghi di intrattenimento (come, ad esempio, le discoteche), le attività di raccolta del gioco sono proseguite, a riprova di una forte attenzione per il settore ma, soprattutto, della ricerca della necessaria minimizzazione del danno alle imprese, per le quali si provvede alla chiusura solamente in caso di estrema necessità». La situazione «di necessità si è ripresentata con la stessa forza nello scorso mese di ottobre, determinando il Governo ad adottare le stesse misure, con riguardo alle sale giochi ma, più in generale, ai luoghi di divertimento ed intrattenimento già utilizzate a partire dal mese di marzo 2020».
MSC/Agipro

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