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Attualità e Politica

09/10/2019 | 15:45

Giochi, Neri (Anci Toscana): “La frammentazione normativa crea problemi al settore, il Governo riprenda in mano l'intesa Stato-Regioni”

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Giochi Neri (Anci Toscana): “La frammentazione normativa crea problemi al settore il Governo riprenda in mano l'intesa Stato Regioni”

ROMA - «È presto per dire quali saranno le strategie del nuovo Governo a proposito dei giochi. Mi limito a dire che negli ultimi anni sono stati fatti errori da parte di tutte le forze politiche. Mi auguro che venga ripresa dal cassetto l'intesa Stato-Regioni del 2017, firmata dopo un lungo e complesso dialogo fra il Governo e gli enti locali. Non è perfetta, ma contiene molti punti condivisibili, per esempio sulla riduzione dell'offerta e sui limiti orari». Lo ha detto ad Agipronews Simona Neri, referente di Anci Toscana per il disturbo da gioco d'azzardo e sindaco di Laterina Pergine Valdarno (AR), ospite oggi di Enada Roma. Da anni impegnata nella difficile mediazione fra lotta alla ludopatia e le rivendicazioni degli operatori di settore, la Neri ha avuto un ruolo importante nel processo di formazione della normativa toscana sui giochi: «La nostra legge regionale non è stata oggetto di contenziosi, a differenza di quanto accade altrove, anche perché il regime delle distanze minime non tocca gli esercizi già esistenti. Adesso però siamo fermi, vorremmo inserire i limiti orari per i comuni, ma questo punto sarebbe controproducente, aumenterebbe solo la confusione normativa che viene rimproverata alla Regioni e che rende difficile governare il settore. Preferiamo aspettare il piano di riordino nazionale, anche se non so a che punto sia. L'unico Comune toscano ad avere limiti orari è Firenze, che ha investito molte risorse in documentazione per rendere inattaccabile la propria ordinanza, che in una prima versione era stata bocciata in tribunale».

Piuttosto critica la Neri con le scelte politiche recenti in materia di giochi: «Ultimamente più che altro si è pensato ad aumentare il preu delle slot, il che non vuol dire lottare contro la ludopatia. Per il resto, di fatti se ne sono visti pochi. Le nuove Awp, progettate per favorire il contrasto al gioco patologico, non sono state ancora introdotte. Lo stesso applicativo Smart, che dovrebbe aiutare i Comuni a monitorare il gioco sul territorio, funziona solo se le macchine funzionano da remoto, e le slot attuali sono scollegate. Spero che si cominci a governare il settore con maggiore concretezza».
MF/Agipro

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