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Ultimo aggiornamento il 05/10/2022 alle ore 20:30

Attualità e Politica

01/04/2022 | 12:59

Giochi, Spallone (Univ. Pescara): "Sulla tassazione Stato e concessionari insieme per contrastare l'illegale"

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ROMA - «Bisogna tentare di allineare gli interessi dello Stato agli interessi dei concessionari». Lo ha detto il professor Marco Spallone, docente di Economia degli Intermediari finanziari presso l'Università "G. D'Annunzio" di Pescara, nel corso di un'audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.
«C'è una relazione molto stretta tra la base imponibile che viene scelta dai diversi mercati regolamentati e il grado di apertura di questi mercati: nei Paesi più aperti, come il Regno Unito, si è scelto di adottare una tassazione sul margine, mentre nei Paesi più restrittivi la tassazione colpisce la raccolta. Nei Paesi che hanno un regime misto, come l'Italia, la base imponibile si applica sia sul margine, sia sulla raccolta», ha spiegato Spallone. In sintesi, «tassando il margine si è più vicini ai mercati perfettamente concorrenziali, se si tassa la raccolta invece ci si avvicina al monopolio», ha chiarito. «È ovvio che l'obiettivo di un'impresa sia la massimizzazione del profitto, ed è chiaro che l'obiettivo dello Stato è massimizzare le entrate erariali: se la base imponibile è sul margine, avviene un allineamento degli interessi» tra Stato e concessionari, perché «l'impresa che tende a massimizzare il profitto, implicitamente, sta massimizzando anche le entrate erariali. Se invece viene tassata la raccolta c'è una discrepanza di interessi: l'impresa, comunque sia, tende a massimizzare il profitto, ponendo in essere delle strategie che però minimizzano il prelievo fiscale», ha sottolineato Spallone. «Sarebbe opportuno fare un confronto a livello internazionale sulla tassazione: il peso delle aliquote fiscali sul gioco in Italia è in media più alto che in Europa» e «la concorrenza internazionale si fa sentire soprattutto sull'online. Restringerla è un compito molto difficile», ha spiegato. «L'altro punto fondamentale è che, se la tassazione è molto elevata, il gioco illegale ha un differenziale molto elevato su cui fare leva», ha concluso.
MSC/Agipro

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