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Ultimo aggiornamento il 23/07/2024 alle ore 17:30

Attualità e Politica

25/01/2024 | 14:30

Giochi a Bolzano, ribaltone del Consiglio di Stato: il distanziometro non vale per i centri scommesse

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Giochi a Bolzano ribaltone del Consiglio di Stato: il distanziometro non vale per i centri scommesse

ROMA – Le sale scommesse non sono soggette al distanziometro della Provincia di Bolzano, e possono proseguire la loro attività anche se a meno di 300 metri dai luoghi sensibili. Di conseguenza, tre esercizi a cui era stata imposta la chiusura rimarranno aperti. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, che con una serie di sentenze ha ribaltato le precedenti decisioni del Tar altoatesino, il quale aveva invece confermato i provvedimenti di revoca dell'autorizzazione all'attività di raccolta scommesse. La legge provinciale afferma infatti che “per l'esercizio di sale da giochi e di attrazione non può essere concessa ove le stesse siano ubicate in un raggio di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale”. 

Fondamentale per la decisione è stata proprio la definizione di “sale da giochi e di attrazione”, che secondo i giudici non comprende le sale scommesse. La norma provinciale, indicando come oggetto di disciplina le “sale da giochi e di attrazione” si riferisce “all’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito”. Il riferimento, prosegue Palazzo Spada nella sentenza, è a “giochi effettuati attraverso macchinette (apparecchi) di tipo slot e si differenzia dalla raccolta scommesse su eventi sportivi”. La differenza tra le due tipologie di attività è “esplicitata chiaramente anche a livello normativo”, poiché esse sono disciplinate distintamente tra loro. 

Secondo i giudici, la differenza tra sale da gioco e sale scommesse si può trovare anche negli effetti differenti tra le due tipologie di gioco. Gli apparecchi come slot e vlt “paiono i più insidiosi nell’ambito del fenomeno della ludopatia, in quanto, a differenza dei terminali per la raccolta delle scommesse, implicano un contatto diretto ed esclusivo tra l’utente e la macchina, senza alcuna intermediazione umana volta a disincentivare”. La sentenza sottolinea poi che la raccolta di scommesse avviene in gran parte online, il che renderebbe il distanziometro “sostanzialmente inutile o, comunque, di utilità ridotta, in quanto non idoneo a realizzare le finalità di prevenzione della ludopatia”. Per questo il Consiglio di Stato ha stabilito che la legge provinciale “non possa trovare applicazione alla diversa ipotesi delle sale per scommesse su eventi sportivi”. Ribaltate quindi le precedenti decisioni del Tar: le sale scommesse potranno proseguire la loro attività.

GM/Agipro

Foto credits Sailko CC BY 3.0

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