Attualità e Politica
09/07/2024 | 14:04
09/07/2024 | 14:04
ROMA - “Proiettare gli ADI nel futuro: sostenibilità, innovazione e fiscalità” è il nome dell'evento svoltosi al Palazzo dell'Informazione di Roma, organizzato dalla sezione Concessionari di Rete di As.Tro. Obiettivo dell'incontro, quello di discutere delle future regole per il settore fisico, con particolare attenzione agli apparecchi da intrattenimento, in vista del riordino del comparto. Presentata, inoltre, una parte delle analisi sul settore condotte dalla Cgia di Mestre e dalla LUISS, in collaborazione con Prisma.
“Il mercato del gioco cresce costantemente e vede rapidi spostamenti dell'interesse dei consumatori tra prodotti – le parole di Armando Iaccarino, presidente del Centro Studi As.Tro -. Dal 2021, il gioco online supera quello fisico in termini di raccolta. Nel 2022, sugli 11 miliardi di gettito, quello derivante dall'online si attesta a meno di un miliardo, nonostante sia raddoppiato dal 2019. Il restante gettito si divide a metà tra gli apparecchi e tutto il resto dei giochi. Il comparto degli apparecchi vale quindi da solo 5,5 miliardi di gettito annuo. Questi numeri ci spiegano che impatto avrebbe sul gettito un'eventuale riduzione del comparto per quanto riguarda gli apparecchi. Le istituzioni devono quindi affrontare sfide nella gestione del gettito erariale e nella sicurezza del sistema, considerando le tecnologie collaudate per controllare illegalità e dipendenze. Un miglioramento può derivare dalla formazione dei titolari dell'offerta di gioco, in collaborazione con i presidi sanitari, creando una rete di offerta controllata e stabile nel tempo”.
“Come operatori ci auguriamo che questo percorso verso la riforma porti al superamento di barriere ideologiche - afferma Marco Zega, top manager Codere e coordinatore della Sezione Concessionari di As.Tro -. Ci auguriamo si arrivi a una riforma equilibrata; questo sarà possibile se si riconoscerà che gli strumenti utilizzati per il contrasto al gioco patologico non si sono rivelati efficaci. Se è vero che la spesa è aumentata, il gettito erariale è cresciuto meno in proporzione: vuol dire che c'è un cortocircuito. Ci auguriamo che l'attuale modello distributivo venga riconosciuto come l'unico in grado di assicurare quell'invarianza di gettito richiesta dal legislatore della delega, e di costruire un argine al gioco illegale. Per questo c'è bisogno di regole certe e costanti nel tempo”, conclude.
“Il cambio di regime fiscale sulle awp, con una tassazione sulla spesa, potrebbe consentire ai concessionari moderati incrementi di payout rispetto alla situazione attuale – spiega il prof. Umberto Monarca, docente di Economia Industriale della LUISS, che ha lavorato al report assieme alla CGIA di Mestre -. Con un payout al 72% si potrebbe rivitalizzare il gioco, che ha sofferto molto sia a causa della riduzione dei punti vendita sia per la riduzione del payout, senza inficiare il gettito fiscale complessivo”.
“Quando un prodotto di punta perde quota in modo consistente, il regolatore cerca di comprendere le ragioni – le parole di Marco Piatti, amministratore di Prisma spa. Nel caso degli apparecchi, il prodotto è contraddistinto da invecchiamento tecnologico e di offerta: questo non ha favorito investimenti in prospettiva di sviluppo industriale, incidendo sfavorevolmente sulla domanda di gioco. L'adozione di una diversa base imponibile per la determinazione dell'imposta sugli apparecchi da intrattenimento potrebbe rappresentare una misura in grado di interrompere la tendenza di contrazione dei volumi giocati, consentendo agli operatori di agire sulla leva del payout. Si garantirebbe una maggiore attrattività del prodotto abbassando il prezzo dell'intrattenimento”.
“Sono convinto che nella società operano i cosiddetti corpi sociali intermedi – afferma nel suo intervento Riccardo Pedrizzi, ex senatore e presidente della Commissione Finanze e Tesoro dal 2001 al 2006 -. Senza questi, si è soli nei confronti dello Stato. Io sono stato da sempre sostenitore di una rappresentanza unica. Se si riuscisse a parlare con una voce unica, il settore avrebbe più forza”. Sul riordino del settore fisico spiega: “La richiesta di prosecuzione del tavolo tecnico la faccio alla politica, Adm ha fatto quello che doveva fare: ora dobbiamo fare il salto di livello e andare alla politica e chiamarla a confrontarsi su questi dati. Ora c'è una possibilità di interlocuzione, rispetto al passato”.
GM/Agipro
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