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Attualità e Politica

25/03/2021 | 10:21

Giochi e banche, Turco (M5S): "Operatori discriminati, il Governo intervenga a tutela delle imprese e della legalità"

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ROMA - Operatori del settore giochi discriminati dalle banche, che da tempo «procedono a chiudere conti correnti, o a non aprirne, anche ai dipendenti delle aziende», e anche «in assenza di qualunque tipo di criticità, oggettiva e soggettiva, per non meglio precisate ragioni etiche o con la motivazione dell'appartenenza a un settore considerato ad alto rischio». Lo denuncia il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco in un'interrogazione ai ministri dell'Economia e dello Sviluppo economico (presentata insieme ai senatori Sabrina Ricciardi e Iunio Romano), a cui chiede «quali iniziative di competenza intendano mettere in atto affinché gli operatori della filiera del gioco pubblico non siano ancora discriminati dal sistema bancario nonostante agiscano nell'ambito della raccolta di gioco riservata allo Stato» e «se non ritengano opportuno adottare iniziative, anche di carattere normativo, affinché, in assenza di scoperti o debordi, le banche e gli intermediari finanziari si impegnino al mantenimento dei conti correnti, tenuto conto che la normativa vincola all'utilizzo di tali strumenti per il riversamento dell'importo residuo ai concessionari di rete ed allo Stato». Un'iniziativa sorprendente per il Movimento5Stelle, da sempre ostile al settore giochi, ma non per Mario Turco: l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Conte-2 anche in passato aveva dato prova di voler sostenere il comparto con iniziative politiche ed incontri.
Per il senatore, il settore giochi sta subendo «un oggettivo e intollerabile ostacolo opposto dal sistema bancario italiano, non solo all'operatività delle aziende che operano nel settore della raccolta di gioco riservata allo Stato», ma anche «come ostacolo alla stessa funzione di prevenzione e contrasto al riciclaggio di denaro». 

Proprio in questo momento, «e in tale problematica situazione per le aziende, quasi tutti gli istituti bancari e le compagnie assicurative stanno richiedendo la prestazione di garanzie collaterali del 100 per cento per il rilascio o per il rinnovo delle fideiussioni», sottolinea il senatore Turco nella sua interrogazione. «Tale onere non è mai stato richiesto in precedenza alle imprese e viene richiesto proprio in questo momento a tutte le aziende anche in assenza di assetti fiduciari di qualunque natura, o, qualora questi siano presenti, in assenza di debordi o ritardi di pagamento». Per questo chiede ai ministri «se non intendano prevedere una sospensione dei termini contrattualmente stabiliti per la presentazione delle garanzie fideiussorie relative all'obbligo di riversamento dell'importo residuo della raccolta per le imprese attive nella raccolta del gioco di Stato». 
Un tale comportamento delle banche va «a incidere in modo significativo, in un momento così delicato per il Paese, soprattutto sulle piccole e medie imprese della filiera del settore che sono quelle che presidiano il territorio, creano posti di lavoro (stimabili in oltre 150mila all'inizio della pandemia) e assicurano la capillarità e la regolarità dell'offerta sul territorio». Si tratta di «imprese insostituibili per il funzionamento della filiera del gioco pubblico»: la loro messa a rischio «rappresenta la messa a rischio di un presidio di legalità e di un introito erariale di quasi sette miliardi di euro». Per questo, Turco chiede ai ministri «quali altre iniziative intendano attuare con urgenza per evitare di mettere a rischio l'esistenza stessa di un settore che per l'anno 2019 ha garantito quasi 7 miliardi di euro di gettito erariale e 150mila posti di lavoro, nonché per tutelare la legalità della raccolta di gioco in questo periodo emergenziale».
MSC/Agipro

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