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Ultimo aggiornamento il 07/12/2021 alle ore 20:55

Attualità e Politica

03/11/2021 | 13:49

Giochi e distanziometro, Tar Emilia: gli enti locali hanno il dovere di tutelare la salute limitando le attività

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Giochi e distanziometro Tar Emilia gli enti locali hanno il dovere di tutelare la salute limitando le attività

ROMA - Gli enti locali hanno il «cogente dovere» di tutelare la salute limitando le attività di gioco, attraverso strumenti come il distanziometro. Così il Tar Emilia nella sentenza che respinge il ricorso di una sala videolottery di Piacenza, a cui il Comune aveva comunicato l'eccessiva vicinanza a una scuola. In base alla legge regionale contro la ludopatia, le sale giochi sono tenute a mantenere un distanza di almeno 500 metri da luoghi sensibili come chiese e, appunto, scuole. Ogni Comune ha successivamente effettuato una mappatura degli spazi "off limits" sul territorio; le sale inadempienti sono obbligate a chiudere, o a delocalizzare l'attività in luoghi che rispettino il distanziometro. In questo caso il tribunale amministrativo conferma la legittimità delle previsioni regionali, che trovano «un solido ancoraggio nella uniforme giurisprudenza amministrativa per cui si riconosce un cogente dovere in capo alle autonomie di attuare interventi limitativi nella regolamentazione delle attività di gioco, ispirati alla tutela della salute». La libertà di mercato, «può essere ragionevolmente compressa per il contrasto alla ludopatia» e nel caso specifico di Piacenza «emerge che il luogo sensibile rispetto al quale emerge la segnalata situazione di criticità è costituito da una scuola elementare», situata a meno di 300 metri di distanza. «Emerge quindi, in positivo, la coerente applicazione» da parte del Comune «dei canoni operativi» stabiliti dalla giunta regionale», proseguono i giudici. Il Tar non ha invece valutato le ulteriori censure presentate dalla società titolare della sala sul possibile effetto espulsivo della norma e «sul rispetto della tempistica e delle garanzie indicata dalla legge regionale, in quanto tale applicazione normativa non ha ancora avuto attuazione concreta». Proprio ieri, in due diverse ordinanze, il Tar Emilia aveva chiesto al Comune di Piacenza chiarimenti sul possibile effetto espulsivo delle attività di giochi.
LL/Agipro

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