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Ultimo aggiornamento il 10/08/2026 alle ore 13:02

Attualità e Politica

10/08/2026 | 11:10

Giochi, il Mef chiede ad Agcom una stretta sulla pubblicità: a rischio ricavi milionari per i club

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Giochi il Mef chiede ad Agcom una stretta sulla pubblicità: a rischio ricavi milionari per i club

ROMA – Il Mef chiede all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) controlli più stringenti sulla pubblicità dei giochi. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha chiesto all’Authority un approfondimento sulla piena applicazione del Decreto Dignità, aprendo di fatto a una possibile stretta sulla pubblicità delle scommesse. La presa di posizione - riporta il Fatto Quotidiano - arriva dopo la recente audizione del neopresidente della Figc, Giovanni Malagò, che, appena eletto, è tornato a chiedere interventi sul fronte della pirateria e delle scommesse.

“Ho chiesto un approfondimento per la piena applicazione dell’articolo 9 del dl Dignità”, ha dichiarato Giorgetti, facendo riferimento a un incontro di un paio di mesi fa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’Agcom e la Guardia di Finanza. In quella sede, da più parti era stato evidenziato il proliferare di sponsorizzazioni che, almeno formalmente, risultano vietate dalla legge.
Il divieto di pubblicità è stato introdotto nel 2018 su iniziativa del M5S per arginare il fenomeno della ludopatia e contrastare il mercato illegale. Alle disposizioni particolarmente rigide si applicano le linee guida dell’Agcom, che hanno consentito la promozione dei marchi attraverso “ulteriori attività” aventi “carattere autonomo”, per individuare il perimetro delle comunicazioni consentite e distinguere l’informazione sul servizio dalla promozione commerciale. Secondo questo meccanismo, rispetto alla ricostruzione del Fatto Quotidiano, il divieto è stato nei fatti superato attraverso una pubblicità veicolata da siti di infotainment sui quali non è possibile giocare, ma che riportano il nome dei bookmaker, accompagnata da domini come “.news”, “.live” e simili.

Nell’ultima riunione dell’Agcom, durante la quale è stato approvato il nuovo regolamento sul gioco responsabile, è stata annunciata anche la revisione delle linee guida generali. Tra i temi da affrontare ci sarà proprio la questione dei siti “.news” e simili. È chiaro che un eventuale stop porterebbe meno ricavi al calcio per almeno 100 milioni l’anno: un’ipotesi che spaventa la Lega Calcio.  

Al momento non sono state definite soluzioni precise. L’ipotesi più drastica sarebbe imporre uno stop totale, vietando l’uso dei siti di infotainment. Più probabile, invece, un contingentamento degli spazi pubblicitari, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione. Tra le possibilità ci sarebbero il divieto degli sponsor sulle maglie di Serie A, come avvenuto recentemente in Inghilterra, oppure l’esclusione dei soggetti non riconosciuti dall’Agcom.

Non sarà comunque un percorso semplice, anche perché l’iter prevede un’ampia fase di consultazione. I club e i concessionari sono pronti a opporsi, ma le divisioni emergono anche all’interno del governo. Giorgetti sembra intenzionato a far rispettare il divieto. In Fratelli d’Italia, invece, c’è stata la disponibilità a eliminarlo.
L’obiettivo è avviare il percorso a settembre e arrivare al nuovo testo entro la fine dell’anno. La riforma, in ogni caso, non entrerà in vigore prima della stagione 2027/28 e sarà necessario un periodo di transizione per consentire l’adeguamento dei contratti già in essere.

FRP/Agipro
 

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