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Ultimo aggiornamento il 14/06/2021 alle ore 16:56

Attualità e Politica

06/05/2021 | 11:08

Giochi in lockdown, Schiavolin: "Il settore è stato tradito: l'Erario ha perso 5 miliardi e l'illegalità cresce"

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Giochi in lockdown Schiavolin: Il settore è stato tradito: l'Erario ha perso 5 miliardi e l'illegalità cresce

ROMA - «Siamo esterrefatti. La parola giusta è "dimenticati". Riaprono cinema, palestre e piscine ma i punti vendita del gioco legale restano chiusi. Siamo fermi da oltre 300 giorni e la rete è in ginocchio». Così Fabio Schiavolin, ad di Snaitech, in un'intervista al settimanale "Panorama", nella quale fa il punto sulla difficile situazione del settore. «Prolungando la chiusura, dilagano le attività illegali della malavita. Non solo. Non sottovaluterei che lo Stato ha già perso cinque miliardi di euro come gettito erariale. Motivi più che validi per farci riaprire ce ne sono», prosegue, sottolineando che «il comparto è stato tradito». Il comparto è stato uno dei primi a fermarsi e l'ultimo a ripartire dopo il primo lockdown, prima di richiudere a fine ottobre. Nel Dl riaperture, il gioco legale non compare nella lista delle attività che possono ripartire, anche se il sottosegretario al Mef, Claudio Durigon, ha dichiarato che il Governo lavora per programmare la ripresa. Eppure, ricorda Schiavolin, «le aziende hanno investito nei dispositivi di sicurezza» e l'esclusione del gioco dalle riaperture «è una penalizzazione che non comprendo. Non ha motivazioni valide». L'ad fa presente che in questo modo a rischiare sono «gli oltre 60 mila dipendenti dei 12 mila locali rimasti chiusi. Non tutti potranno superare questa fase e riaprire, perderemo parte del presidio del territorio».

Sul prolungamento delle chiusure può avere influito anche la percezione negativa del gioco presso l'opinione pubblica. «Sicuramente c'è un pregiudizio ideologico, e anche tanta ipocrisia - continua - Chiudendo le sale giochi non si estingue la domanda, quando gli esercizi legali sono chiusi i clienti si rivolgono altrove, spesso alla malavita». Nel 2020 il gioco illegale «in base agli accertamenti, è cresciuto dell'879%, gli arresti sono aumentati dei 257% e le denunce del 158%. Il Copregi, il Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale ha scoperto in 50 capoluoghi di provincia 250 sale illegali e comminato sanzioni per oltre un milione di euro. Le chiusure lasciano sguarnite aree del territorio che rischiano di tornare nell'orbita delle scommesse clandestine mano alla malavita. Ma lo Stato ci rimette anche sul versante economico», visto che il settore «assicura a regime un gettito erariale, valutato nel 2019, di 11 miliardi l'anno. Ogni mese di chiusura costa all'erario circa 500 milioni. Dall'inizio della pandemia sono andati persi oltre cinque miliardi, il 44%». Nemmeno la buona performance del gioco online ha compensato le perdite: «Nonostante un incremento del 58% nel 2020 i ricavi di Snaitech si sono attestati a 522,2 milioni di euro, registrando una flessione del 37% rispetto agli 829,7 milioni di euro del 2019. E noi, che già eravamo ben posizionati nell'online, siamo un caso virtuoso. Nel complesso, la raccolta dei giochi legali nel 2020 ha avuto una flessione del 47 per cento rispetto all'anno precedente. E chi fondava il suo business soltanto sul retail, drammaticamente ha quasi azzerato i propri ricavi».

LL/Agipro

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