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Ultimo aggiornamento il 22/10/2018 alle ore 17:34

Attualità e Politica

11/10/2018 | 11:11

Giochi, proposta di legge Pillon (Lega): distanziometro, limiti orari e slot vietate nei locali inferiori a 20 metri quadrati

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ROMA - «Evitare l’eccessivo frazionamento e polverizzazione dell’offerta di gioco, innalzare la professionalità degli operatori allo scopo di proteggere le categorie più deboli e contrastare il fenomeno del gioco illegale»: è l'obiettivo della proposta di legge del senatore Simone Pillon (Lega), recante "Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico" che fissa «nuovi criteri per l’installazione degli apparecchi da intrattenimento, al fine di limitare l’eccessivo proliferare delle new slot in bar, ristoranti e in tutti quegli esercizi commerciali che non fanno del gioco la loro attività pricipale. In particolare, è vietata l’installazione delle new slot in quegli esercizi commerciali con attività principale diversa dalla commercializzazione dei prodotti di gioco pubblico che abbiano una superficie inferiore ai 20 metri quadrati. L’installazione è inoltre vietata negli stabilimenti balneari, nei circoli privati, nei centri di raccolta scommesse che raccolgono in Italia per conto di operatori esteri e nelle sale pubbliche da gioco dove, in aggiunta, è vietata anche l’installazione delle VLT», si legge nel testo della proposta.
«Viene, inoltre, ridisegnato il sistema del contingentamento ossia il numero massimo di congegni che è consentito installare in rapporto alla superficie dei locali destinata alla vendita o all’attività economica e sociale nei bar, nei ristoranti e negli alberghi riducendo il numero massimo di apparecchi installabili rispetto al numero oggi consentito», si legge ancora. «Sono infine dettate disposizioni sulla realizzazione negli esercizi commerciali dei locali destinati all’installazione delle new slot» che «devono essere architettonicamente separati dalle aree destinate all’attività principale dell’esercizio e la loro superficie non deve essere prevalente rispetto a quella dedicata all’attività principale. In tali locali deve essere prevista un’apposita area destinata ai fumatori nel pieno rispetto della normativa anti-fumo». Sono previste anche «nuove disposizioni in materia di orario, al fine di evitare che la possibilità dell’accesso al gioco, a qualsiasi orario del giorno e della notte, favorisca in maniera indiscriminata la dipendenza, almeno per i dispositivi fisici, tenuto conto dell’ormai dilagante fenomeno del gioco online illegale su cui, invece, è più difficile intervenire».
La proposta di legge prevede anche «una regolamentazione più stringente riguardo l’ubicazione geografica dei dispositivi, stabilendo norme sulla distanza tra questi ultimi e i luoghi sensibili come scuole, ospedali, centri sportivi, parchi pubblici e centri parrocchiali, visto che fra i fruitori vi sono spesso soggetti psicologicamente più fragili, inconsapevoli dei danni derivanti dal gioco compulsivo e che più facilmente, data la loro condizione sociale ed economica, possono cadere in vere forme di dipendenza psicologica con pregiudizio della salute e delle dinamiche relazionali». Viene anche prevista una distanza minima dagli sportelli bancari o postali, tale da scoraggiare, quanto più possibile, il prelievo di contante». L’articolo 4 propone di «devolvere il 30 per cento delle entrate derivanti dal prelievo erariale unico (PREU) alle amministrazioni comunali che oggi sono sempre più chiamate a sostenere l’onere dei controlli negli esercizi commerciali e nelle sale da gioco e a dover dare il proprio sostegno nella lotta alla ludopatia. Le modalità di attribuzione ai Comuni della quota parte a essi spettante sono rimandate ad un successivo decreto del Ministero dell’economia e finanze». Sono previste anche «una serie di misure dedicate al contrasto del gioco illegale o irregolare, nonché a garantire il versamento di una garanzia fideiussoria anche da parte di quei soggetti giuridici con sede operante all’estero che fino ad ora lo hanno evitato, equiparandoli di conseguenza agli operatori italiani». Infine, la proposta di legge stabilisce «sanzioni amministrative di natura pecuniaria, fino al provvedimento di chiusura dell’esercizio, in caso di reiterazione della violazione degli obblighi imposti dal presente disegno di legge».
MSC/Agipro

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