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Ultimo aggiornamento il 24/07/2021 alle ore 20:44

Attualità e Politica

19/04/2021 | 18:39

Giochi in lockdown, Durigon (Mef): "Effetti drammatici per il settore, al lavoro per riaprire le attività e sostenere i lavoratori"

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ROMA - «Stiamo lavorando per riaprire il settore» del gioco e «dare un sostegno concreto alle imprese e alle famiglie coinvolte, partendo dal differimento del prelievo erariale unico e dalla proroga delle concessioni». È quanto si legge in una nota del sottosegretario all'Economia, Claudio Durigon. «Dobbiamo in ogni modo sostenere la ripartenza della filiera del gioco legale anche per mettere un freno al business delle attività illegali, gestite da agguerrite organizzazioni criminali che, proprio grazie al lockdown della filiera, hanno beneficiato di un incremento esponenziale dei propri introiti illeciti. Ogni giorno perso, significa un danno per lo Stato, una tragedia per imprese e famiglie, un favore al crimine organizzato. Per questo, non possiamo perdere altro tempo», spiega.
«Gli effetti della crisi dovuta al Coronavirus sono stati drammatici per il settore del gioco legale, con una ripercussione molto grave sia sul piano fiscale sia, soprattutto, sul piano economico e occupazionale. Nel 2020, a causa delle chiusure delle sale slot, delle agenzie di scommesse e delle sale Bingo, lo Stato ha perso oltre 5 miliardi di introiti, pari al 44,2% in meno rispetto a quanto incassato nell'anno precedente. I dati sui primi due mesi del nuovo anno confermano questo trend. Va sottolineato che questi mancati incassi rischiano di appesantire in maniera insostenibile i nostri conti pubblici. Oltre all'aspetto fiscale c'è poi un effetto ulteriore, ancor più preoccupante, sul piano economico ed occupazionale. Il blocco delle attività sta infatti determinando un'emergenza per migliaia di imprese, soprattutto di piccole dimensioni, che si avviano verso il fallimento. Di questo passo, circa 50.000 lavoratori, ad oggi in cassa integrazione, rischiano di perdere la loro occupazione, con evidenti, gravissime ripercussioni sulla tenuta sociale del Paese».
RED/Agipro

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